Rapporti bancari in successione: precisazioni in tema di institutio ex re certa, vis expansiva delle istituzioni ereditarie ed applicazione dell’art.119 tub nei confronti dell’erede pretermesso.



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Nota a ABF, Collegio di Torino, 3 agosto 2020, n. 13604.

di Donato Giovenzana

 

Secondo il Collegio torinese, la domanda del ricorrente sembra concernere solo la richiesta di consegna di documentazione bancaria, di talché l’ulteriore considerazione inerente ai danni derivanti dal diniego di accesso assume un ruolo meramente accessorio.

L’intermediario giustifica il diniego all’accesso ai documenti bancari sostenendo che, nella specie, mancherebbe la prova della qualità di erede in capo al ricorrente; richiede al proposito, a fronte della produzione del verbale di pubblicazione del testamento olografo, che l’esponente autocertifichi tale qualità.

All’origine della controversia, vi è anche una questione di interpretazione della scheda testamentaria, in quanto la banca ritiene che il ricorrente sia stato istituito mero legatario.

Secondo l’Abf, dalla lettura della scheda testamentaria emerge in maniera sufficientemente chiara che le attribuzioni patrimoniali ivi contenute sono state effettuate a titolo di quota ereditaria nelle forme dell’institutio ex re certa ai sensi dell’art. 588 co. II c.c. (“l’indicazione di beni determinati o di un complesso di beni non esclude che la disposizione sia a titolo universale, quando risulta che il testatore ha inteso assegnare quei beni come quota del patrimonio”).

Non risulta peraltro alcuna disposizione che concerna il conto titoli: il testatore ha infatti disposto a favore del fratello della parte istante, oltre ad alcuni diritti su beni immobili, solo delle giacenze sul conto corrente (il quale costituisce un rapporto a sé stante rispetto al deposito titoli). Secondo un recente orientamento in merito alla sorte di beni non contemplati dal testatore nelle sue ultime volontà, le istituzioni ereditarie hanno una forza espansiva, tale da ricomprendere anche i beni non specificamente contemplati nel testamento.

Poiché il ricorrente deve essere considerato erede (pretermesso con riguardo ai titoli di cui viene richiesta la sorte), egli ha diritto all’accesso agli atti ai sensi dell’art. 119 c. IV TUB (“Il cliente, colui che gli succede a qualunque titolo e colui che subentra nell’amministrazione dei suoi beni hanno diritto di ottenere, a proprie spese, entro un congruo termine e comunque non oltre novanta giorni, copia della documentazione inerente a singole operazioni poste in essere negli ultimi dieci anni. Al cliente possono essere addebitati solo i costi di produzione di tale documentazione.”).

Il Collegio arbitrale ritiene che la formulazione del comma IV dell’art. 119 TUB, il quale riconosce il diritto di ottenere copia della documentazione bancaria sia al cliente, sia a “colui che gli succede a qualunque titolo” (oltre che a “colui che subentra nell’amministrazione dei suoi beni”) debba necessariamente essere intesa in senso ampio, […], così da ricomprendere non solo l’erede, ma anche il chiamato all’eredità o comunque chi – come il ricorrente il quale, nel caso di specie assume la posizione dell’erede legittimario pretermesso – possa dimostrare di vantare un’aspettativa qualificata a titolo ereditario (è peraltro banale osservare che per l’esercizio di tutta una serie di azioni, diritti e facoltà in capo al chiamato all’eredità, quale ad esempio la scelta se accettare, rifiutare o accettare con beneficio di inventario, è evidente la necessità di poter accedere ai dati del defunto così da ricostruirne la situazione patrimoniale). […]. Lo stesso intermediario resistente, peraltro, ha già dimostrato di condividere tale interpretazione, avendo lo stesso adempiuto a quella parte di richiesta sufficientemente determinata e specifica […] senza muovere eccezioni circa la legittimazione del ricorrente.

Per il che, secondo l’Abf torinese, il ricorrente ha il diritto di ricevere la documentazione richiesta e concernente le vicende che hanno interessato il dossier titoli intestato alla defunta, al fine di ricostruirne la movimentazione e verificare una eventuale lesione della propria quota di legittima.

 

Qui la decisione.

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