Sull’obbligo informativo della banca per tutta la durata dell’investimento.



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Nota a Cass. Civ., Sez. I, 27 agosto 2020, n. 17949.

di Donato Giovenzana

 

Secondo la Suprema Corte, la censura avanzata dal ricorrente, laddove sostiene la tesi della perduranza dell’obbligo informativo della banca per tutta la durata dell’investimento, affermando che l’intermediario sarebbe tenuto, pur al di fuori di un rapporto di gestione i patrimoniale, a consigliare tempo per tempo al cliente se mantenere, o cedere il titolo finanziario, risulta infondata.  

Ed invero, al riguardo occorre far riferimento al principio di diritto, enunciato in sede di legittimità (Cass. 24 aprile 2018, n. 10112; Cass. 22 febbraio 2017, n. 4602), secondo cui “In materia di investimenti finanziari, gli obblighi informativi gravanti sull’intermediario ai sensi dell’art. 21, 1° comma, lett. b), d.lgs. n. 58 del 1998, sono finalizzati a consentire all’investitore di operare investimenti pienamente consapevoli, sicché tali obblighi, al di fuori del caso del contratto di gestione e di consulenza in materia di investimenti, vanno adempiuti in vista dell’investimento e si esauriscono con esso”.   Per il che, salvo che operi in forza di contratto di gestione patrimoniale o di consulenza, l’intermediario non è tenuto anche ad informare, tempo per tempo, l’investitore circa l’andamento dei titoli acquistati, in ipotesi di abbassamento del loro rating o rischio di default dell’emittente.

 

Qui la pronuncia.

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