L’importanza della “scheda informativa” del titolo.



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Nota a ACF, 15 maggio 2020, n. 2582.

di Donato Giovenzana

 

In relazione alla controversia sottoposta alla cognizione del Collegio, concernente il tema del non corretto adempimento, da parte dell’intermediario, degli obblighi relativi alla prestazione di un servizio di investimento, in particolare sotto il profilo dell’inadempimento agli obblighi di informazione sulle caratteristiche degli strumenti finanziari oggetto di acquisto, della omessa rilevazione dell’inadeguatezza delle operazioni rispetto al profilo e della non corretta esecuzione della profilatura, l’Arbitro per le Controversie Finanziarie, nel rigettare le richieste risarcitorie legate all’acquisto di obbligazioni subordinate, ha precisato che: si appalesa infondata la doglianza di omessa informativa preventiva circa le caratteristiche dello strumento finanziario e, in particolare, circa i rischi elevati ad esso correlati. Per contro, dalla documentazione in atti risulta che, al momento dell’acquisto, il cliente sia stato informato dall’Intermediario circa le caratteristiche e il grado di rischio dello strumento finanziario tramite la consegna dalla scheda informativa relativa al titolo, che risulta essere stata debitamente sottoscritta dall’investitore. Tale scheda informativa si appalesa idonea a far ritenere assolti gli obblighi informativi e ciò anche con riguardo al profilo della subordinazione del titolo, ivi sufficientemente dettagliato. In tale documento informativo, e precisamente nel paragrafo relativo alle “Componenti principali di rischio” si dà, infatti, espressa avvertenza del fatto che “un peggioramento della situazione finanziaria dell’emittente o del rating può comportare una diminuzione del prezzo dell’obbligazione” e che “l’obbligazione è subordinata, quindi in caso di insolvenza dell’emittente capitale e interessi potranno non essere corrisposti e, in ogni caso, lo saranno unicamente dopo il rimborso totale degli altri debiti non subordinati dell’emittente”. In ordine a tale documento informativo, il Collegio, in passato, si è già espresso, ad esito dell’esame di un caso in cui la documentazione informativa si sostanziava nella scheda prodotto qui in esame, ritenendo che “alla luce della documentazione versata in atti dal resistente, possa considerarsi dimostrato che l’intermediario ha assolto gli obblighi di informazione in relazione alle caratteristiche e al grado di rischio dell’investimento (cfr. Dec. n. 1757 del 30 luglio 2019)“.

 

 

Qui la decisione.

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