La diligenza richiesta esonera da responsabilità risarcitoria la banca che paga a soggetto diverso dal beneficiario l’assegno non trasferibile



di Donato Giovenzana – Legale d’impresa

Cass., Sez. Sesta Civ., ord. n. 17641, del 1° luglio 2019

 

 


La Suprema Corte ha mandato esente da ogni ipotesi di responsabilità risarcitoria la banca negoziatrice di titolo intrasferibile, condividendo la decisione della Corte d’appello, secondo cui “l’ufficio negoziatore ha assolto il proprio incarico contrattuale con la cura e la diligenza professionale richieste… Invero, l’operatore di sportello ha effettuato il versamento solo dopo avere svolto un attento esame circa l’autenticità del titolo e avere verificato l’assenza di segni di contraffazione e, quindi, di irregolarità o alterazioni. Verificata l’identità della persona a favore della quale, in conformità del contenuto del titolo, veniva resa disponibile la somma portata dal titolo sul rapporto al medesimo intestato, solo dopo avere ricevuto l’incasso e l’autorizzazione al pagamento della banca trattaria ……… a seguito scambio del titolo in stanza di compensazione”.

 

Non solo, è stato altresì evidenziato che “da una verifica effettuata sul sito dell’Agenzia delle Entrate il codice fiscale” del soggetto, con “inserimento di tutti i dati impressi nella tessera sanitaria esibita all’operatore di sportello”, è risultato «valido».

 

Orbene, secondo quanto rilevato dalla sentenza di Cass., Sezioni Unite, 21 maggio 2018, n. 12477,  “ai sensi dell’art. 43, comma 2 r.d. n. 1736/1933 (c.d. legge assegni), la banca negoziatrice chiamata a rispondere del danno derivato – per errore nell’identificazione del legittimo portatore del titolo – dal pagamento dell’assegno bancario, di traenza o circolare, munito di clausola di non trasferibilità a persona diversa dall’effettivo beneficiario, è ammessa a provare che l’inadempimento non le è imputabile, per avere assolto alla propria obbligazione con la diligenza richiesta dall’art. 1176, comma 2, cod. civ.”

 

Qui la pronuncia: Cass., Sez. Sesta Civ., ord. n. 17641, del 1° luglio 2019

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