La Cassazione in merito alla prova del credito in giudizio



Cass. Civ., Sez. 1, Sent. n. 11543 del 2.05.2019

di Donato Giovenzana – Legale d’impresa

 

 


La Suprema Corte ha accolto con rinvio il ricorso della Banca avverso la sentenza della Corte di appello di Bari, che aveva rigettato l’istanza creditoria della banca – in relazione ad un rapporto di c/c – “sul presupposto che non erano stati prodotti gli estratti conto relativi ai primi 11 mesi del rapporto”, mentre con riguardo ad un  secondo rapporto, in quanto  “il saldo iniziale portato dal primo estratto conto non era utilizzabile come base di calcolo, in quanto risultava essersi formato con l’applicazione di pattuizioni inficiate da nullità”. 

 

Per la Cassazione, invece, “non vi è ragione, in senso logico e giuridico, per ritenere che nell’ambito del contratto di conto corrente un adempimento solo parziale dell’onere di produzione degli estratti conto inibisca sempre e comunque di procedere alla semplice neutralizzazione del saldo debitorio intermedio”. 

 

La sentenza impugnata è stata cassata, con rinvio della causa alla Corte di appello di Bari, in diversa composizione, coll’enunciazione del seguente principio di diritto: 

 

Nei rapporti bancari di conto corrente, una volta che sia stata esclusa la validità della pattuizione di interessi ultralegali o anatocistici a carico del correntista e si riscontri la mancanza di una parte degli estratti conto, il primo dei quali rechi un saldo iniziale a debito del cliente, occorre distinguere il caso in cui il correntista sia convenuto da quello in cui sia attore in giudizio:

 

a) nella prima ipotesi l’accertamento del dare e avere può attuarsi con l’impiego di ulteriori mezzi di prova idonei a fornire indicazioni certe e complete che diano giustificazione del saldo maturato all’inizio del periodo per cui sono stati prodotti gli estratti conto; possono inoltre valorizzarsi quegli elementi, quali ad esempio le ammissioni del correntista stesso, atti quantomeno ad escludere che, con riferimento al periodo non documentato da estratti conto, questi abbia maturato un credito di imprecisato ammontare (tale da rendere impossibile la ricostruzione del rapporto di dare e avere tra le parti per il periodo successivo), così che i conteggi vengano rielaborati considerando pari a zero il saldo iniziale del primo degli estratti conto prodotti; in mancanza di tali dati la domanda deve essere respinta;

 

b) nel caso di domanda proposta dal correntista l’accertamento del dare e avere può del pari attuarsi con l’utilizzo di prove che forniscano indicazioni certe e complete atte a dar ragione del saldo maturato all’inizio del periodo per cui sono stati prodotti gli estratti conto; ci si può inoltre avvalere di quegli elementi che consentano di affermare che il debito nell’intervallo non documentato sia inesistente o inferiore al saldo passivo iniziale del primo degli estratti conto prodotti o che permettano addirittura di affermare che in quell’arco di tempo sia maturato un credito per il cliente stesso; diversamente si devono elaborare i conteggi partendo da tale saldo debitore”.

 

Qui la pronuncia: Cass. Civ., Sez. 1, Sent. n. 11543 del 2.05.2019

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