Polizze Unit Linked – Il Tribunale dichiara nulla la polizza per mancanza di forma scritta ex art. 23 TUF e 37 Reg. Intermediari



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Trib. Verona, Ordinanza 4286 del 27 giugno 2018

di Avv. Francesco Giordano

 


Il Tribunale di Verona, con ordinanza del 27 Giugno 2018 , ha condannato l’intermediario finanziario a restituire ai clienti le somme investite per l’acquisto di polizze assicurative, e in particolare “La Signature Bond Plus“.
 Le polizze venivano vendute in Italia da broker e società di consulenza assicurativa.

I broker suggerivano ai propri clienti di sottoscrivere i prodotti,  con la formula unit-linked, cioè legata al valore di fondi sottostanti. Gli investimenti, tuttavia, presentavo dei rendimenti marcatamente negativi. Infatti, dopo aver incassato alcune cedole, i risparmiatori avevano visto ridotto il valore delle quote di circa il 40%.  Successivamente, i clienti ricevevano la comunicazione da parte dell’intermediario che due fondi sottostanti,  (G……. e G……..) avevano problemi di liquidità che non consentivano di garantire il tempestivo rientro degli attivi.
 La stessa sorte era toccata in precedenza a un altro fondo sottostante …… ……. Fund.

Nondimeno, la società N……. (Asset Manager), incaricata della gestione dell’investimento, era in liquidazione dal 28 novembre 2017 per decisione della MFSA (Malta  Financial Services Authority).  N……  aveva impiegato il  capitale in fondi sottostanti gestiti a loro volta da EAM, società con sede alle Bermuda. I risparmiatori, quindi, si ritrovano con la perdita della somma capitale e nell’impossibilità di riscattare il riscatto residua. 

Adito il Tribunale di Verona sulla questione, quest’ultimo condannava l’intermediario  a restituire tutti i premi versati, oltre interessi e spese legali, sulla scorta delle seguenti considerazioni:

Sulle polizze vita cosiddette “unit linked”, era intervenuta di recente  la  sentenza della Corte di Cassazione che, pure ha inquadrato le polizze di ramo III, ossia con una forte componente finanziaria (unit e index linked), come prodotti di investimento, al pari di azioni, Bot e fondi comuni, anziché come assicurazioni.

La Consob definisce i “prodotti finanziario-assicurativi di tipo unit linked” come “le polizze di ramo III (…) le cui prestazioni principali sono direttamente collegate al valore di quote di organismi di investimento collettivo del risparmio o di fondi interni”. Mentre i “prodotti finanziario-assicurativi di tipo index linked” sono “le polizze di ramo III (…) le cui prestazioni principali sono direttamente collegate a indici o ad altri valori di riferimento”.

Il premio, pagato al gestore (banca, Sim o compagnia d’assicurazione) viene investito in quote di fondi di investimento, i quali posseggono generalmente partecipazioni azionarie. Il rendimento della polizza è così legato al rendimento del fondo; senza garanzie di rendimenti minimi o di riavere indietro quanto versato.

E’ proprio la mancata garanzia di restituzione del capitale l’elemento determinante che ha convinto la Cassazione a inquadrare le polizze di ramo III come contratti di investimento: “Mancando la natura assicurativa del prodotto,  il prodotto oggetto dell’intermediazione deve essere considerato un vero e proprio investimento finanziario da parte di coloro che figurano come assicurati, come si legge nella sentenza della corte suprema che richiama la precedente sentenza della corte d’appello di Milano del gennaio del 2016″.

 

Qui la pronuncia: Trib. Verona Ordinanza 4286 del 27.06.2018

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