Il requisito della forma scritta ex art. 117 TUB – Michael Lecci



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Cass. civ. Sez. I Ordinanza, 25-09-2017, n. 22278

di Michael Lecci

 


Con Ordinanza n. 22278 del 25/09/2017 la Suprema Corte, in continuità con il principio di diritto affermato con sentenza n. 7763 del 27/03/2017(Sez. I), si è pronunciata in merito alla forma dei contratti bancari ex art. 117, comma 2, TUB. Questa disposizione sancisce che il CICR, mediante norme di rango secondario possa, per particolari ragioni tecniche, prevedere che alcuni contratti siano stipulati in una forma diversa da quella scritta.

Nel caso di specie si tratta del contratto di apertura di credito che, in forza della delibera del CICR 04/03/2003, se già disciplinato in un contratto di conto corrente stipulato per iscritto non deve, a sua volta, essere stipulato per iscritto a pena di nullità. Infatti, fatto salvo l’onere di forma scritta di cui all’art. 117 TUB, il requisito di forma sarà altresì rispettato ogniqualvolta vi sia un contratto validamente sottoscritto le cui condizioni regolino anche quelle di un diverso contratto su cui il primo si innesti.

Pertanto non si può pretendere che la forma scritta prevista all’art. 117, comma 2, TUB, si estenda per ogni rapporto bancario e che, di conseguenza, ognuno di questi debba essere contenuto in un autonomo contratto separatamente sottoscritto. In particolare, può accadere che in un contratto stipulato per iscritto le parti prevedano l’estensione di tutte, o di alcune, condizioni pattuite anche a tutti i futuri rapporti contrattuali.

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