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«Franck Thilliez si conferma un giallista avveniristico.»

Periodo di Natale 1991: nella sede dell’anticrimine di Parigi si addensa il fantasma di una serie di crimini irrisolti di alcuni anni prima; una serie di donne, brutalmente assassinate, da un killer senza volto. 

Quel mistero si rinnova quando un uomo in preda al panico incontra Sharko, trentenne, detective sbarbatello, dopo aver trovato, al termine di una sorta di gioco di mentalismo, la foto di una donna sequestrata.

Inizia una fitta storia tra crimine e illusionismo, tra indagine poliziesca e giochi di magia, che scorre tra le strade parigine e le Alpi francesi, tra un presente misterioso e un sordido passato, fatto di delitti irrisolti, omertà, storie difficili, drammi, dilemmi esistenziali.

Il vero illusionista, però, è Thilliez, che porta per mano il suo lettore, dapprima fuori strada, per poi fargli ritrovare la via maestra, accidentata da alcuni colpi di scena, che intervallano un brogliaccio narrativo lineare, ma non per questo meno coinvolgente.

D’altronde, spesse volte, il modo migliore di nascondere qualcosa è metterla bene in vista.

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