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Nota a ACF, 25 settembre 2023, n. 6839.

Massima redazionale

Nel caso di specie, deve ritenersi incontroverso che il ricorrente avesse acquistato le quote del Fondo in regime di consulenza, mediante la procedura informatica di cosiddetta web collaboration, in merito alla quale, come evidenziato dall’Intermediario resistente, la giurisprudenza arbitrale ha già avuto modo di pronunciarsi per quanto concerne le modalità di consegna dell’informativa precontrattuale, nel senso che «La modalità c.d. di web collaboration, per come rilevabile in base alla documentazione prodotta, si caratterizza quale procedura ‘bloccante’, nel senso che il cliente deve necessariamente prendere visione dell’informativa disponibile per poter passare allo step successivo, dunque con funzione bloccante laddove il cliente tenti di procedere senza aver prima aperto tutti i documenti elencati nella schermata. Il che è ciò che consta sia accaduto nel caso in esame»[1].

Ciò posto, non può che ritenersi congruamente dimostrato che l’Intermediario abbia messo a disposizione il KIID prima che l’odierno Ricorrente procedesse, autonomamente, ad effettuare l’operazione in questione. A tal proposito, giova rammentare che, secondo consolidato orientamento, la dichiarazione con la quale l’investitore conferma di aver ricevuto, letto e compreso il KIID prima di effettuare l’operazione è idonea attestazione dell’adempimento degli obblighi informativi precontrattuali da parte dell’Intermediario.

 

 

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[1] Cfr. ACF, 31 marzo 2022, n. 5245.

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