Della responsabilità della banca trattaria.



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Nota a ABF, Collegio di Bologna, 15 febbraio 2022, n. 2817.

di Donato Giovenzana

 

Il Collegio rileva che la questione oggetto del ricorso verte sulla responsabilità della banca trattaria per il pagamento di un assegno sottoscritto da persona asseritamente diversa dal traente e regolato mediante la procedura Check Image Truncation presso un intermediario terzo.

L’assegno oggetto della controversia è dell’importo di euro 2.132,56 emesso in data 3.12.2019.

Parte ricorrente afferma che l’assegno in oggetto è stato sottoscritto da una persona diversa dal titolare del conto, priva di alcun tipo di delega.

L’intermediario, sia in sede di riscontro al reclamo che nelle controdeduzioni, non contesta tale affermazione né allega documentazione attestante che la persona che ha firmato l’assegno per traenza era in qualche modo autorizzata a farlo. Non è agli atti lo specimen di firma depositato presso l’intermediario. Parte ricorrente con le repliche trasmette la denuncia, effettuata in data 22.10.2021 dopo che l’intermediario, nelle controdeduzioni, ribadiva che per avviare un tentativo di recupero con l’istituto di credito negoziatore era condizione necessaria acquisire la denuncia sporta dai clienti presso l’Autorità giudiziaria. L’intermediario evidenzia che la lavorazione del titolo è avvenuta in conformità alla normativa Check Image Truncation (CIT) di cui all’art. 8 comma 7 lettere b, c, d ed e D.L. 70/2011; al riguardo, nel riscontro al reclamo, l’intermediario afferma che “la lavorazione è avvenuta attraverso la trasmissione dei soli dati contabili, in considerazione dell’importo “sotto soglia”, e per tale ragione l’Istituto non ha potuto evidentemente effettuare alcuna verifica in merito all’autografia della sottoscrizione di traenza”.

La procedura CIT è operativa dal 29 gennaio 2018. Il “Regolamento ex art. 8, comma 7, lett. e), del decreto-legge 13 maggio 2011, n. 70, convertito dalla legge 12 luglio 2011, n. 106” della Banca d’Italia del 22 marzo 2016 prevede che la presentazione al pagamento degli assegni bancari/postali di importo sino a € 8.000 (inizialmente previsto pari a € 5.000,00) e degli assegni circolari/vaglia postali senza limiti di importo, avvenga in CIT mediante i soli dati contabili; la trasmissione dell’immagine, nei casi di specie, è prevista solo laddove il negoziatore rilevi delle incoerenze/anomalie sul titolo.

Sul punto, il Collegio felsineo richiama il consolidato orientamento per il quale l’utilizzo della procedura di check truncation non vale ad escludere la responsabilità della banca trattaria per il mancato espletamento della verifica della regolarità formale del titolo. Nel caso di specie l’intermediario non ha verificato la firma apposta sull’assegno che appare palesemente di persona diversa da quella titolare del conto corrente.

Alla luce di quanto sopra, il Collegio ritiene che il ricorso possa trovare accoglimento con obbligo dell’intermediario di restituire la somma portata sull’assegno indebitamente pagato oltre interessi dalla data di reclamo al saldo effettivo.

 

Qui la decisione.

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