1 min read

Nota a Cass. Civ., Sez. I, 21 febbraio 2022, n. 5638.

di Donato Giovenzana

 

Significativo approdo ermeneutico della Suprema Corte in tema di concorso di colpa del correntista che, sia pur posto in condizione di accorgersi delle operazioni illecite, effettuate dal dipendente di banca sul suo libretto di deposito a risparmio, non si è attivato per denunciarle, con ciò determinando un concorso del creditore nel causare il lamentato danno.

Ed invero in relazione alla censura avanzata dal correntista di aver subito un maggior danno rispetto a quello liquidato,  la Cassazione ha precisato che il concorso di colpa per inerzia non si fonda affatto sulla sola verifica circa le annotazioni sul libretto, bensì e principalmente sull’idoneità delle operazioni illecite a essere scoperte dal correntista, recatosi personalmente in banca per operare in proprio sul libretto di deposito anche dopo i primi consistenti prelevamenti.

Per il che i Supremi Giudici condividono il decisum della Corte distrettuale laddove  la stessa ha accolto il mezzo di censura della banca che, pur riferendosi al concorso di colpa del danneggiato, nella sostanza lamentava l’omessa considerazione del nesso di causalità tra la condotta gravemente omissiva del correntista e gli eventi che ne sono derivati, i.e. plurimi consistenti prelevamenti abusivi non tempestivamente rilevati e denunciati.

 

Qui l’ordinanza.

Iscriviti al nostro canale Telegram 👇