La negligente custodia delle credenziali di utilizzo della carte assorbe anche la mancanza di SMS alert.



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Nota a ABF, Collegio di Bologna, 22 dicembre 2021, n. 25886.

Massima redazionale.

 

Nella specie, le operazioni contestate erano due prelievi ATM, effettuati a brevissima distanza temporale (circa un minuto), nonché a distanza ravvicinata rispetto alla sottrazione dello strumento di pagamento. Risultavano effettuate con corretto inserimento del Pin dispositivo, con lettura del microchip, come comprovato dai log delle operazioni, prodotte dall’Intermediario.

Alla luce di ciò, il Collegio bolognese non può che ritenere, alla luce delle conoscenze tecniche allo stato esistenti, che il pin potesse essere facilmente carpito dai malviventi, sì che il ricorrente deve essere considerato responsabile per difetto di corretta custodia delle credenziali di utilizzo della carta, al medesimo affidate al momento della attivazione della carta.

Peraltro, l’ABF osserva che il ricorrente avesse lasciato incustoditi i propri effetti personali, tra cui la carta, all’interno dell’abitacolo della propria vettura, posteggiata in un contesto spaziale molto sensibile a eventi delittuosi come quelli censurati, vale a dire in un parcheggio di un supermercato: tale condotta posta in essere equivale all’abdicazione dai doveri di governo della stessa, che la legge pone a suo carico. Alcun pregio (quand’anche fondate) hanno le osservazioni di parte ricorrente in merito alla mancata attivazione del servizio SMS alert, in considerazione della contestualità tra le due operazioni contestate.

 

Qui la decisione.

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