Ammortamento alla francese “à la carte”: possibile indeterminatezza del tasso.



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Nota a Trib. Nola, Sez. I, 9 dicembre 2021.

di Antonio Zurlo

 

Nella specie, il Tribunale nolano rileva come il contratto oggetto del giudizio, a fronte di indicazioni relative al tasso di interessi contenuto nel documento di sintesi (TAN), comprendesse, all’interno del suo contenuto, anche un piano di ammortamento “alla francese”, che individuava una rata costante da versare, in uno all’imputazione di tale rata ad una quota crescente di capitale e decrescente di interessi.

A rigore di logica, rappresentando il piano di ammortamento una mera predeterminazione dell’imputazione dei pagamenti, il tasso di interessi corrispettivi previsto nel contratto dovrebbe corrispondere perfettamente a quello implicito nel piano di ammortamento; in altri termini, il piano di ammortamento, in un rapporto fisiologico, dovrebbe muoversi all’interno del TAN contrattualizzato. Per converso, nel caso di specie, è stato accertato che le rate previste nel piano di ammortamento corrispondessero a un tasso del 13,43%, mentre nel contratto era indicato il diverso tasso del 12,65%.

A prescindere dalle considerazioni in ordine al regime finanziario adottato (semplice o composto), mentre il riferimento contrattuale (che è informazione comunicata e pubblicizzata al cliente e da questi immediatamente percepibile) individua un tasso di interessi corrispettivi del 12,65%, la successiva informazione, celata e nascosta, rivelata solo dal complesso calcolo che lega il numero di rate al loro importo e le mette in relazione all’ammontare della somma mutuata, svela un tasso di interessi corrispettivi diverso e maggiore (13,43%). La clausola che fa riferimento al piano di ammortamento “alla francese”, al numero di rate da versare ed al loro importo, cela, quindi, un tasso di interesse corrispettivo diverso, e più sfavorevole per il cliente, rispetto a quello pubblicizzato all’interno dello stesso contratto (12,65%). Se ne deve dedurre, quindi, la sussistenza dell’ipotesi disciplinata dall’art. 117, comma 6, TUB, sì come richiamato dal successivo comma 7, che prevede la rideterminazione del tasso di interesse in base a quello vigente per i buoni ordinari del tesoro emessi nei dodici mesi antecedenti alla stipula del contratto.

 

Qui la sentenza.

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