Moratoria Decreto “Cura Italia” e ritardo colpevole dell’intermediario nell’istruzione della pratica.



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Nota a ABF, Collegio di Bologna, 22 ottobre 2021, n. 22000.

di Antonio Zurlo

 

La controversia de qua concerne la richiesta di risarcimento del danno per un preteso illegittimo comportamento dell’intermediario nella gestione della pratica di richiesta di concessione della sospensione del pagamento delle rate di un mutuo ipotecario, ai sensi della l. n. 27/2020; tale asserito ritardo avrebbe comportato il mancato inoltro della domanda al Consap per un’intervenuta modifica legislativa, che ha ripristinato il limite dei 30.000,00 euro di ISEE, che il mutuatario non deve superare per fruire della garanzia pubblica.

Al riguardo, la prefata legge n. 27/2020 ha convertito, con modificazioni, il D.L. n. 18/2020, c.d. “Cura Italia”. L’art. 54, comma 1, di detto decreto, così come convertito con legge 27/2020, avente a oggetto “Attuazione del Fondo solidarietà mutui “prima casa”, cd. “Fondo Gasparrini“, prevedeva tra l’altro che “per un periodo di 9 mesi dall’entrata in vigore del presente decreto legge, in deroga alla ordinaria disciplina del Fondo di cui all’articolo 2, commi da 475 a 480, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, … per l’accesso al Fondo non è richiesta la presentazione dell’indicatore della situazione economica equivalente (ISEE).” Dal 18 dicembre 2020 in poi, per effetto della mancata proroga dell’art. 54, comma 1, del D.L. n. 18/2020, è venuta meno la possibilità di accedere al fondo senza ISEE ed è stato ripristinato il limite patrimoniale che il mutuatario non deve superare per poter fruire della garanzia pubblica.

Per quanto concerne i soggetti deputati al controllo della domanda di accesso al Fondo di solidarietà, il D.M. dell’Economia e Finanze n. 132, del 21/06/2010, contenente il “Regolamento recante norme di attuazione del Fondo di solidarietà per i mutui per l’acquisto della prima casa, ai sensi dell’articolo 2, comma 475, della legge 24 dicembre 2007, n. 244”, all’art. 6 dispone una serie di adempimenti a carico della banca[1].

Nel caso di specie, il Collegio bolognese osserva che:

– con comunicazione email, la ricorrente aveva inviato alla convenuta la documentazione integrativa richiesta dall’intermediario, per completare la domanda di sospensione delle rate del mutuo per ulteriori sei mesi (segnatamente, modulo MEF, domanda c.i.g. e attestazione del datore di lavoro di sospensione/riduzione orario lavoro);

– sul sito della Banca, alla voce “Decreto Cura Italia: tutte le misure per la sospensione dei mutui”, risultava precisato che “il tempo in cui la Banca è in grado di poter fornire un riscontro alla richiesta del Cliente è di massimo 10 giorni” e che “l’indicazione si riferisce al tempo massimo stimato per la trasmissione della pratica a Consap e s’intende decorrente dal termine delle attività di verifica della domanda di sospensione, corredata di tutta la documentazione prevista e formalmente corretta”;

– con successive comunicazioni email, la ricorrente aveva sollecitato all’intermediario un riscontro, essendo decorsi i previsti dieci giorni dall’invio della documentazione;

– con ulteriore comunicazione email, l’intermediario aveva comunicava alla ricorrente che la richiesta di sospensione del pagamento delle rate del mutuo “era stata sospesa in quanto il Fondo Consap ha modificato i criteri di accesso; le alleghiamo il nuovo modulo da sottoscrivere se vorrà accedervi e sarà sua cura verificare i nuovi parametri per l’accesso, fornendoci tutta la documentazione necessaria comprensiva di isee”.

Ciò rappresentato, parte ricorrente contesta che, a fronte della richiesta completata, in data 03.11.2020, l’intermediario non avesse fornito un riscontro tempestivo, sì come previsto dalla normativa di riferimento ed indicato sul sito internet dello stesso Istituto, nei 10 giorni e che, al contempo, la richiesta di presentazione di un documento ISEE, necessaria a partire dal 18.12.2020, non fosse richiesta dalla normativa vigente ratione temporis della presentazione della domanda al beneficio de quo.

Per converso, l’intermediario ritiene corretto il proprio comportamento, deducendo che il dies a quo non possa essere fatto decorrere dalla presentazione della documentazione da parte ricorrente, ma, contrariamente, dalla data di istruzione della pratica. Pur tuttavia, la stessa resistente non fornisce alcuna evidenza, né ulteriori indicazioni, circa la lavorazione della pratica, da ritenersi avvenuta nel periodo intercorso dal 03.11.2020 (data di inoltro dei documenti integrativi richiesti) al 30.12.2020 (data di riscontro da parte dell’intermediario).

Il Collegio bolognese non può, quindi, che ritenere fondata la doglianza della ricorrente: se l’intermediario avesse trasmesso la documentazione al Gestore entro i dieci giorni successivi alla data di presentazione della documentazione integrativa, la stessa non avrebbe incontrato i limiti imposti dalla modifica normativa sopravvenuta, con conseguente esclusione dal beneficio. Peraltro, all’intermediario era demandato unicamente un mero controllo formale della documentazione presentata dal cliente per accedere alla moratoria, in quanto la verifica della presenza dei presupposti normativi previsti è di competenza esclusiva del Gestore del Fondo di Solidarietà.

Accertata come sopra l’illegittimità del comportamento dell’intermediario e la relazione causale tra il ritardo colpevole di quest’ultimo e la perdita del beneficio, può condividersi anche la quantificazione del danno per mancato accesso al beneficio della sospensione del pagamento delle rate del mutuo prima casa, a causa dell’illegittimo comportamento dell’intermediario, nell’importo di € 717,67, pari al 50% degli interessi maturati sul debito residuo durante il periodo di sospensione richiesto, ai sensi dell’art. 54, comma 2.

 

Qui la decisione.


[1] Tra i quali: “1. La banca, acquisita la documentazione presentata dal beneficiario e verificatane la completezza e la regolarità formale ai sensi dell’articolo 4, accede al sito di cui all’articolo 5 e chiede l’autorizzazione ad effettuare l’operazione, indicando, sulla base della richiesta del beneficiario, l’ammontare dei costi e degli oneri finanziari dell’operazione. Entro il termine di 10 giorni la banca invia al Gestore la documentazione di cui al precedente periodo. 2. Il Gestore, accertata la sussistenza dei presupposti stabiliti dal presente regolamento, rilascia, entro quindici giorni dal ricevimento della documentazione, il nullaosta alla sospensione del pagamento delle rate di mutuo e imputa alle disponibilità del Fondo l’importo dei costi e degli oneri finanziari indicato dalla banca.”.

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