Quantum dello “storno” del rateo pensionistico in caso di decesso del titolare.



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Nota a ABF, Collegio di Bologna, 24 agosto 2021, n. 19202.

di Donato Giovenzana

 

A seguito del decesso del cointestatario di un c/c, l’intermediario ha stornato l’accredito di euro 2.247,53, con ciò determinando un saldo negativo del conto. Secondo quanto precisato dall’intermediario, l’importo in discorso corrisponde alla pensione del defunto; accreditata il 4 maggio, lo stesso giorno è stata stornata, in quanto la relativa somma è stata riversata all’INPS, perché l’articolo 1, comma 304, della legge 23 dicembre 2014, n. 190 prevede che “le prestazioni in denaro versate dall’INPS per il periodo successivo alla morte dell’avente diritto su un conto corrente presso un istituto bancario o postale sono corrisposte con riserva. L’istituto bancario e la società Poste italiane S.p.A. sono tenuti alla    loro restituzione all’INPS qualora esse siano state corrisposte senza che il beneficiario ne avesse diritto”. 
Le ricorrenti/coeredi hanno contestato che il medesimo comma 304 prevede che, comunque, la banca riversi all’INPS la somma da questo corrisposta “nei limiti della disponibilità esistente sul conto corrente” e al momento dello storno del rateo di pensione la disponibilità non superava euro 196.
L’intermediario ha controreplicato che tra il il 29 ed il 4 maggio gli eredi hanno illegittimamente prelevato dal conto euro 2.000 e che la banca rimane estranea al problema se quanto versato dall’INPS dopo la morte sia dovuto oppure no. 
Per il Collegio felsineo deve presumersi che il rateo di pensione accreditato il 4 maggio 2020 fosse pertinente al mese di maggio e non fosse quindi dovuto: ai sensi della circolare INPS n. 147 dell’11 dicembre 2019, infatti, i ratei vengono accreditati il primo giorno bancabile del mese cui si riferiscono. E’ incontroverso tra le parti che il 4 maggio, prima dello storno del rateo della pensione relativa al mese di maggio, il conto avesse un saldo attivo solo di euro 196. La norma dell’articolo 1, comma 304, della legge n. 190/2014 effettivamente dispone che la banca debba procedere al rimborso all’INPS di somme non spettanti al titolare del conto corrente solo “nei limiti della disponibilità esistente sul conto”.
Pertanto, l’intermediario avrebbe potuto riversare all’INPS non l’intero rateo pensionistico, ma solo euro 196.

Peraltro, l’intermediario deve risarcire alle ricorrenti il danno da queste subito per effetto di tale inadempimento dell’intermediario. Il danno risarcibile non può essere rappresentato dalla differenza tra il rateo e le disponibilità di conto, atteso che comunque i ricorrenti avrebbero dovuto restituire l’intero rateo all’INPS. Il danno risarcibile corrisponde invece agli interessi debitori maturati dal 4 maggio 2020 sullo scoperto di conto generato dallo storno del rateo pensionistico: dall’estratto conto del trimestre aprile-giugno 2020 versati dall’intermediario risultano infatti addebitati interessi debitori dalla fine di aprile sino al 30 giugno nella misura di euro 30 circa. 

 

Qui la decisione.

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