Cassetta di sicurezza : l’obbligo assunto ex contractu dalla Banca non può venire meno per effetto di una mera diffida proveniente dall’extraneus.



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Nota a ABF, Collegio di Milano, 30 marzo 2021, n. 8711.

di Donato Giovenzana

 

Il Collegio arbitrale evidenzia che l’art. 7 del contratto d’uso di cassette di sicurezza prevede testualmente che “all’atto della firma del contratto, la banca consegna all’utente, in unico oppure in duplice esemplare, la chiave della cassetta a lui spettante. Nel caso di perdita di uno dei due esemplari della chiave l’utente deve darne per iscritto immediata comunicazione alla banca, la quale provvede, a spese e con l’intervento dell’utente, al cambiamento della serratura. Nel caso di perdita di entrambi gli esemplari oppure dell’unico esemplare della chiave l’utente deve darne per iscritto immediata comunicazione alla banca la quale a mezzo di persona di propria fiducia provvede con l’intervento dell’utente all’apertura forzata della cassetta e fa poi sostituire la serratura, tutto ciò a spese dell’utente. In attesa che la banca provveda alla sostituzione della serratura o della cassetta l’utente deve ritirarne il contenuto”.

Ciò posto, la domanda diretta ad ottenere, ai sensi dell’art. 7 del Contratto, l’apertura della cassetta di sicurezza – con contestuale cambiamento della serratura – appare fondata.

Vero è infatti che l’obbligo assunto ex contractu dalla Banca non può venire meno per effetto di una mera diffida proveniente da un soggetto terzo (ovvero del tutto estraneo al rapporto in essere con il cliente). D’altro canto, per far valere le proprie eventuali ragioni, il terzo avrebbe potuto richiedere all’Autorità giudiziaria un provvedimento di sequestro probatorio o preventivo del contenuto della cassetta (come peraltro ipotizzato nella propria diffida).

In altri termini, ferma l’impossibilità di verificare in sede arbitrale il merito delle contestazioni sollevate dall’extraneusè da ritenere che l’invio di una semplice diffida non possa esentare la Banca dal dare corso a una richiesta che l’intestatario della cassetta risulta legittimato ad inoltrare sulla base di quanto contrattualmente previsto.

Il Collegio quindi dichiara che la banca è tenuta all’apertura della cassetta di sicurezza intestata alla parte ricorrente ai sensi dell’art. 7 del contratto.

 

Qui la decisione.

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