Repetita iuvant: l’avviso in Gazzetta Ufficiale non prova la titolarità della cessionaria.



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Nota a Trib. Ancona, 5 maggio 2021, n. 603.

di Antonio Zurlo

 

Con la recentissima sentenza in oggetto, il Tribunale di Ancona riafferma nuovamente l’insufficienza dell’avviso di cessione pubblicato in Gazzetta Ufficiale ai fini della prova della effettiva titolarità del credito in capo alla cessionaria.

Come è premura del giudice anconetano evidenziare, a fronte dell’orientamento per cui possa reputarsi bastevole, ai fini della prova della cessione del credito in blocco, ai sensi dell’art. 58 TUB, l’avviso pubblicato in Gazzetta Ufficiale, un più recente e rigoroso impianto ermeneutico ritiene che tale forma di pubblicità risponda unicamente alla funzione di sostituzione della notifica, ex art. 1264 c.c.[1], allo scopo di impedire l’eventualità di pagamenti liberatori, per il caso che il soggetto ceduto versi, nonostante la sopravvenuta cessione, la propria prestazione al cedente; non assolve, per converso, la funzione di attestare la legittimazione attiva del preteso cessionario.

Di talché, la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale può assurgere, al più, a elemento indicativo dell’esistenza materiale di un fatto di cessione, intervenuto tra due soggetti, in un dato momento, ma, nella sua struttura minimale, non è sufficiente a fornire gli specifici e precisi contorni dei crediti inclusi o, alternativamente, esclusi, e, quindi a comprovarne la titolarità.

Peraltro, in caso di cessione in blocco ex art. 58 TUB, a fronte dell’eccezione di carenza di legittimazione processuale e/o ad agire per mancata prova della cessione del credito, la cessionaria non può limitarsi a produrre l’estratto della Gazzetta Ufficiale, contenente l’avviso di cessione, ma, per converso, deve dimostrare documentalmente e in maniera circostanziata l’avvenuta cessione del credito oggetto di causa[2]; in altri termini, l’avviso della cessione, necessario ai fini della sua efficacia, non può coincidere con la prova dell’esistenza di un contratto di cessione (e del suo specifico contenuto)[3]. La parte asseritamente cessionaria ha l’onere di dimostrare l’inclusione del credito attenzionato nell’operazione di cessione in blocco, fornendo idonea prova documentale della propria legittimazione sostanziale[4].

 

 

Qui la sentenza.


[1] Cfr. Cass. n. 5617/2020; Cass. n. 22151/2019.

[2] V. ex multis Trib. Ferrara, 09.04.2019.

[3] V. Cass. n. 2780/2019.

[4] Cfr. Cass. n. 24798/2020.

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