Cessione in blocco: l’insufficienza della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.



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Nota a Trib. Prato, 29 marzo 2021.

di Antonio Zurlo

 

 

 

 

Il Tribunale di Prato, in via preliminare, rileva come sia onere gravante sul cessionario quello di dimostrare la propria legittimazione ad causam, senza soluzione di continuità con quanto affermato recentemente dalla giurisprudenza di legittimità[1], per cui: «la parte che agisca affermandosi successore a titolo particolare della parte creditrice originaria, in virtù di un’operazione di cessione in blocco D.Lgs. n. 385 del 1998 ex art. 58, ha l’onere di dimostrare l’inclusione del credito oggetto di causa nell’operazione di cessione in blocco, in tal modo fornendo la prova documentale della propria legittimazione sostanziale, a meno che il resistente non l’abbia esplicitamente o implicitamente riconosciuta (v. Cass. n. 4116/16); ciò è stato detto con riferimento alla proposizione del ricorso per cassazione in luogo della parte originaria (e v. pure Cass. Sez. Un. 11650/16, citata dalla corte bresciana, e poi in termini generali, per le ipotesi di successione derivante da altro titolo, Cass. n. 9250/17 e Cass. n. 15414/17), e a maggior ragione vale ove sia in contestazione, fin dall’inizio del giudizio, la legittimazione sostanziale della parte che abbia azionato il credito». Orientamento che si è andato progressivamente a consolidare anche in seno alla giurisprudenza di merito[2].

Con precipuo riferimento all’adempimento del descritto onere probatorio, il giudice pratese evidenzia, come, nel caso di specie, le evidenze documentali non integrino “i più severi oneri probatori imposti dal revirement giurisprudenziale”, dal momento che, in ossequio all’orientamento summenzionato, non possa più essere ritenuto correttamente adempiuto lo specifico onere gravante sul cessionario con la mera pubblicazione della cessione in blocco sulla Gazzetta Ufficiale[3].

Ciò rilevato, il Tribunale ritiene sussistenti i gravi motivi atti a supportare la richiesta sospensiva della procedura esecutiva.

 

 

Qui la pronuncia.


[1] Il riferimento è a Cass. n. 24798/2020.

[2] Cfr. Trib. Rimini, 28 dicembre 2020; Trib. Lecce, 19 febbraio 2021, già commentata in questa Rivista, con nota di A. Zurlo, Sull’insufficienza dell’avviso in Gazzetta Ufficiale a provare l’effettiva titolarità del credito ceduto, 4 marzo 2021, Sull’insufficienza dell’avviso in Gazzetta Ufficiale a provare l’effettiva titolarità del credito ceduto. | Diritto del risparmio.

[3] Cfr. Cass. n. 22151/2019.

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