CNF – Sulla verifica dell’esercizio effettivo della professione.



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Il Consiglio Nazionale Forense (CNF), con parere n. 6 del 3 febbraio 2021, ha statuito che il decreto ministeriale previsto dall’art. 2, comma 5, del D.M. n. 47/2016 riguardi un adempimento collaterale rispetto alla verifica dell’esercizio effettivo della professione, vale a dire il controllo a campione della veridicità delle dichiarazioni sostitutive rese a giustificazione del possesso dei requisiti richiesti dal medesimo D.M. in relazione alla verifica dell’esercizio effettivo della professione: in particolare, la norma prevede che con decreto ministeriale debbano essere “stabilite le modalità con cui ciascuno degli ordini circondariali individua, con sistemi automatici, le dichiarazioni sostitutive da sottoporre annualmente a controllo a campione”.
Il CNF ha ritenuto, inoltre, che, in assenza dell’emanazione del suddetto decreto, i COA non possano procedere alla verifica, evidenziando, a tal riguardo, come sia attualmente in fase di adozione da parte del Ministro un decreto che – a seguito dell’apertura di procedure di infrazione – modifichi uno dei requisiti per l’accertamento dell’esercizio effettivo della professione, e in particolare quello di cui all’art. 2, comma 2, lett. c) (ovverosia, l’aver trattato almeno cinque affari per ciascun anno).

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