Inadempimento parziale di non scarsa importanza e risoluzione del contratto di credito ai consumatori per la parte eccedente la prestazione eseguita.



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Nota a ABF, Collegio di Torino, 27 gennaio 2021, n. 2128.

di Laura Albanese

 

 

 

 

A fronte del lamentato inadempimento parziale di un contratto di fornitura di cure odontoiatriche, il Collegio territoriale dell’Arbitro Bancario e Finanziario si sofferma a valutare la ricorrenza, nel caso di specie, dei requisiti per ottenere la risoluzione ex art. 125-quinques Tub del collegato contratto di finanziamento richiesta da parte ricorrente, quale specifica forma di tutela prevista a beneficio del contraente-consumatore, in forza della relazione di interdipendenza tra l’acquisto di un bene o di un servizio e il contratto di credito concluso con l’intermediario resistente per accedervi. La ratio della richiamata disposizione deve essere rintracciata nelle previsioni della direttiva 2008/48/CE, secondo cui “Nel caso di contratti di credito collegati esiste una relazione d’interdipendenza tra l’acquisto di merci o servizi e il contratto di credito concluso a tal fine. Pertanto, quando esercita il diritto di recesso dal contratto di acquisto, in virtù del diritto comunitario, il consumatore non dovrebbe più essere vincolato dal contratto di credito collegato”.

Pur senza soffermarsi sulla complessità dei rapporti contrattuali intercorrenti tra le parti coinvolte, sulla base delle argomentazioni addotte e della documentazione prodotta dalle parti, il Collegio innanzitutto ha inteso accertare la ricorrenza del richiesto collegamento tra il contratto di finanziamento e quello di fornitura del servizio odontoiatrico, in considerazione delle previsioni dell’art. 121, co. 1 lett. d) Tub, risultando incontroversa tra le parti la finalizzazione del contratto di credito alla prestazione di uno specifico servizio.

Partendo da questo presupposto, l’esame è stato poi condotto sulla ricorrenza dei requisiti richiesti dall’art. 125-quinques Tub, nell’ottica della risoluzione del contratto di credito richiesta da parte ricorrente.

A tal fine, la verifica cui è stato chiamato il Collegio non ha potuto che riguardare un duplice piano, da una parte, dovendosi accertare che il consumatore avesse – come nel caso di specie – inutilmente costituito in mora il fornitore per quella parte di prestazione rimasta inadempiuta e, dall’altra parte, che ricorressero le condizioni dell’art. 1455 c.c.

Se rispetto al primo aspetto l’accertamento è stato agilmente condotto dal Collegio territoriale, sulla base della produzione documentale di parte ricorrente, non altrettanto può essere detto con riguardo alla valutazione sulla qualità dell’inadempimento, che ontologicamente impone una più approfondita indagine, giacché l’art. 1455 c.c., ai fini della risoluzione del contratto, richiede che l’inadempimento di una parte sia qualificabile come di non scarsa importanza, avuto riguardo all’interesse dell’altra parte, circostanza che necessita di un accertamento condotto nel caso concreto e che non può essere aprioristicamente esclusa dal sol fatto che l’inadempimento sia stato solo parziale.

Infatti, il Collegio è giunto a ritenere che, anche nel caso di specie, in cui il fornitore – prima della chiusura delle proprie sedi a causa dell’emergenza epidemiologica – abbia parzialmente adempiuto al contratto di prestazione di prestazione di cure odontoiatriche sottoscritte con il consumatore-ricorrente, il successivo inadempimento possegga comunque il carattere della gravità, riguardando la parte maggiore della prestazione dovuta e, altresì, stante la perduranza dell’interesse della parte non inadempiente ad ottenere il completamento delle cure contrattualmente convenute.

Da ciò il Collegio fa discendere la risoluzione parziale del contratto di finanziamento per quanto attiene alla parte eccedente la prestazione eseguita, da cui consegue, dunque, l’obbligo per l’intermediario finanziatore di procedere alla riformulazione del piano di rimborso, detraendo dall’ammontare complessivo del credito l’importo corrispondente al valore del servizio per il quale è accertato l’inadempimento, tenendo conto altresì della conseguente diversa imputazione delle rate eventualmente già pagate[1]

 

 

Qui la decisione.


[1] Sempre con riferimento al parziale inadempimento si vedano anche Collegio Milano, 17 aprile 2015, n. 3003 e Collegio Milano, 11 giugno 2015, n. 4793.

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