La comunicazione dell’IBAN può concretizzare un danno alla privacy.



2 min read

Nota a Cass. Civ., Sez. I, 19 febbraio 2021, n. 4475.

di Antonio Zurlo

 

 

 

 

La Prima Sezione Civile, con la recente ordinanza in oggetto, censura il convincimento del Tribunale di Roma, in merito all’asserita legittimità della condotta di società assicuratrice concretatasi nella comunicazione, al suo assicurato, di una copia dell’atto di liquidazione dei danni accertati dal proprio fiduciario, recante in calce le coordinate bancarie (codice IBAN) di questi ultimi. Né, tantomeno, reputa meritevole di condivisione l’assunto per cui una tale condotta potesse essere ricondotta a un adempimento di natura contrattuale della compagnia assicuratrice nei confronti del proprio assicurato.

Invero, a giudizio del Collegio, occorre sottolineare come il comportamento richiesto dal D.lgs. n. 196/2003, segnatamente all’art. 11, lett. a), invocato dalla compagnia per legittimare il proprio operato, si riferisca chiaramente alla condotta che debba essere tenuta dal preposto al trattamento dei dati, nei confronti del titolare dei dati medesimi e non già, per contro, nei confronti di altri e diversi soggetti, quale l’assicurato, nel caso di specie.

Con riferimento al preteso obbligo della medesima compagnia assicuratrice di fornire, al proprio assicurato, prova dell’avvenuto risarcimento del danno, questo non può, in alcun modo, ricomprendere anche la diffusione delle coordinate bancarie delle persone risarcite, atteso che tale trasmissione dei dati oltre a non essere funzionale all’attività per cui gli stessi siano stati raccolti, neppure era necessaria per adempiere al predetto obbligo; difatti, a tale ultimo riguardo, sarebbe stato sufficiente inviare all’assicurato una comunicazione in cui dare atto dell’intervenuto ristoro dei danni, o, alternativamente, consegnargli la quietanza dopo averne debitamente oscurato le informazioni sui dati personali non divulgabili ai sensi della normativa sulla privacy. In altri termini, esigenze di mera prova, da parte dell’assicurato, dell’avvenuto adempimento dell’obbligo contrattualmente assunto dall’assicuratore nei suoi confronti di tenerlo indenne dalle pretese risarcitorie di soggetti terzi rientranti nell’oggetto dello stipulato contratto di assicurazione, non possono considerarsi prevalenti sul diritto alla riservatezza ed alla tutela dei dati personali di quei soggetti terzi, assumendo fondamentale rilievo, al riguardo, il rispetto dei cd. principi di proporzionalità, pertinenza e non eccedenza di cui all’art. 11 D.lgs. n. 196/2003. A tale stregua, nella specie, le informazioni, in calce alla copia dell’atto di liquidazione, circa le coordinate bancarie, dovevano essere comunicate dalla compagnia assicuratrice solamente agli aventi diritto alla relativa conoscenza, e non anche a chi non vi avesse avuto uno specifico interesse.

Ricerca avanzata


  • Categorie

  • Autori


  • Seleziona il periodo

Copy link
Powered by Social Snap