Finanziamento per l’acquisto auto e inadempimento della società offerente il servizio “wrapping”: primi rilievi giurisprudenziali



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di Pierpaolo Verri 


Un tema di notevole rilievo nell’ambito del diritto dei consumatori che, di riflesso, interessa profili di contenzioso bancario, è quello relativo ai contratti di finanziamento per l’acquisto di un’autovettura, per il tramite di società offerenti un servizio di wrapping. 

Si tratta, invero, di uno schema commerciale che già sul finire del 2019 è stato attenzionato dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) (si veda, in particolare, il provvedimento n. 27978 adottato nell’adunanza del 29 ottobre 2019), per i notevoli profili di criticità concernenti lo stesso dal punto di vista della pubblicità ingannevole posta in atto dalle società offerenti tale tipo di servizio. Dal punto di vista operativo, nella prospettiva di una ricostruzione meramente fattuale, tale schema vede una società offerente il servizio di wrapping pubblicizzare delle offerte, attraverso messaggi suggestivi, enfatizzando la possibilità di acquistare un’auto a costi fortemente ridotti o finanche “a costo zero”. Ciò, a fronte di un ingente entry fee all’offerta e dello svolgimento, da parte del consumatore/acquirente, di attività pubblicitaria, da attuare mediante l’applicazione sull’autovettura di appositi adesivi (da qui il termine wrapping) e la pubblicazione periodica, sui profili social network personali del guidatore, di un prestabilito numero di foto raffiguranti la vettura recante le predette veline pubblicitarie. Di contro, la società offerente il servizio si impegna a corrispondere al cliente un corrispettivo mensile, a titolo di remunerazione per la prestazione del servizio pubblicitario, presentato come rimborso finalizzato a coprire integralmente o perlomeno abbattere notevolmente, il costo sostenuto o l’importo delle rate del finanziamento stipulato per l’acquisto dell’autovettura.

I profili di contenzioso sorgono allorché la società offerente il servizio di wrapping, dopo alcuni iniziali rimborsi, interrompe repentinamente la corresponsione delle quote mensili, previste contrattualmente come compenso dell’attività pubblicitaria del cliente. Il consumatore, tuttavia, continua a pagare i ratei del finanziamento stipulato per l’acquisto dell’autovettura, vedendo frustrata la prospettiva iniziale di acquisto di un veicolo “a costo zero”, data la sostanziale compensazione fra gli importi mensili da restituire a fronte della somma finanziata e le quote ricevute dalla società offerente il servizio di wrapping.

Volendo ricondurre tale schema commerciale in una fattispecie normativa, rileva, in particolare, la previsione di cui all’art. 125 del Testo Unico Bancario, che si occupa dei contratti di fornitura collegati ai contratti di finanziamento. La norma prevede che “nei contratti di credito collegati, in caso di inadempimento da parte del fornitore dei beni o dei servizi il consumatore, dopo aver inutilmente effettuato la costituzione in mora del fornitore, ha diritto alla risoluzione del contratto di credito, se con riferimento al contratto di fornitura di beni o servizi ricorrono le condizioni di cui all’articolo 1455 del codice civile”, cioè a fronte di un grave inadempimento. 

Sulla scorta di tale premessa normativa, è necessario interrogarsi la sorte del contratto di finanziamento stipulato dal consumatore con l’istituto di credito, finalizzato all’acquisto dell’autovettura, nel caso in cui, la società offerente il servizio di wrapping diventi inadempiente e, pertanto, interrompa repentinamente la corresponsione dei rimborsi promessi.

La questione è stata sottoposta all’Arbitro Bancario Finanziario, a fronte di alcuni ricorsi presentati da consumatori che, lamentando l’inadempimento della società fornitrice, chiedevano la risoluzione del contratto di credito sottoscritto con la finanziaria. I primi rilievi giurisprudenziali, invero, appaiono lungi dall’essere univoca sul tema, che per le sue particolari connotazioni richiede un’analisi differenziata caso per caso.

In una delle prime decisioni sul tema, assunta dal Collegio di Bari nel mese di ottobre del 2019, l’ABF ha valorizzato il dato letterale del contratto, sottolineando come questo non possa risolversi laddove lo stesso non rechi alcun riferimento al servizio di wrapping e appaia finalizzato “esclusivamente” all’acquisto di veicoli presso “un rivenditore convenzionato” con l’intermediario, senza ulteriori specificazioni. In tal caso, ritiene il Collegio barese, il collegamento sussiste fra il contratto di finanziamento e il contratto di acquisto dell’autoveicolo, ma risulta escluso il contratto di fornitura stipulato dal ricorrente con la società fornitrice il servizio di wrapping, risultata inadempiente. Ciò anche alla luce del Provvedimento di Banca d’Italia del 29 luglio 2009, concernente la Trasparenza delle operazioni e dei servizi bancari e finanziari), per cui “[i] contratti di credito indicano in modo chiaro e conciso: […] e) nel caso di contratti di credito collegati, l’indicazione del bene o del servizio oggetto del contratto e il relativo prezzo in contanti”. (Ex multis, Dec. n. 23067/2019).

Ad un approdo differente, invece, è pervenuto il Collegio ABF di Roma, il quale, in un caso simile, pur rilevando come il costo dell’accessorio wrapping risultasse indicato soltanto nel contratto stipulato tra il consumatore e la società offerente i servizi di wrapping, ha dato rilievo alla circostanza per cui è possibile constatare la connessione fra tale contratto e quello di finanziamento laddove, in quest’ultimo, si possa evincere con chiarezza che l’importo del finanziamento erogato non rechi soltanto l’importo necessario per l’acquisto dell’autovettura ma anche quello necessario per lo svolgimento del servizio pubblicitario, oggetto del contratto stipulato con la società offerente i servizi di wrapping. Nel caso di specie, il nesso fra i due contratti veniva reso ancor più evidente, dal fatto che nel contratto stipulato con la società offerente i servizi pubblicitari era riportato un espresso riferimento all’obbligo dell’incaricato di acquistare l’autovettura presso il concessionario che ha fornito il bene, incluso l’accessorio wrapping, e ad una durata del contratto pari a quella del finanziamento. Il Collegio ha ritenuto, pertanto, che il contratto, subordinasse il suo perfezionamento all’accettazione della richiesta di finanziamento.

Appurato il nesso fra i due contratti, la conseguenza dell’inadempimento della società offerente i servizi di wrapping, con riferimento al contratto di finanziamento stipulato con l’istituto di credito dal cliente, comporta la risoluzione di quest’ultimo con riguardo all’importo del servizio di wrapping finanziato (V. Dec. n. 888/2020).

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