Adempimento formalistico degli obblighi informativi: insufficiente per l’esenzione da responsabilità



2 min read

ACF, 11 ottobre 2018, n. 932

di Antonio Zurlo

 

 


L’Arbitro per le Controversie Finanziarie, con la recentissima decisione in oggetto, ha, nuovamente, evidenziato come, relativamente al corretto adempimento degli obblighi informativi, normativamente imposti all’Intermediario, il rinvio alle norme statutarie, contenuto nel modulo sottoscritto dall’investitore – ricorrente, in sede di domanda di ammissione a socio (effettuata contestualmente al primo acquisto), non possa essere ragionevolmente ritenuto bastevole, ai fini di un’esenzione da responsabilità in capo allo stesso resistente. A tal proposito, come puntualmente evidenziato nella decisione de qua, la giurisprudenza arbitrale ha, a più riprese, avuto modo di affermare che non possa essere ascritta allo statuto societario alcuna funzione informativa sul prodotto oggetto d’investimento, dal momento che questo incorpora esclusivamente la disciplina del rapporto sociale, derivante dall’acquisto dei titoli azionari[1].

In senso avvalorativo si pone l’ulteriore censura formulata dal Collegio, inerente la modulistica sottoscritta dal cliente e contenente dichiarazioni di presa visione e conoscenza della documentazione pubblicata ai sensi di legge in occasione di tale tipologia di operazione (ovverosia, segnatamente, Documento di Registrazione, Nota di Sintesi, Nota Informativa, Fattori di Rischio), nonché della presa d’atto della presenza di una situazione di conflitto di interessi. Anche con riferimento a fattispecie non dissimili da questa rappresentata, l’ACF ha, in più occasioni, perentoriamente affermato come l’Intermediario debba porsi in condizione di dimostrare di non aver assolto gli obblighi informativi in modo meramente formalistico: ne consegue che, ai fini della dimostrazione del diligente assolvimento di detti obblighi, non sia sufficiente la sola dichiarazione del cliente di “aver preso visione” della documentazione informativa e di “aver ricevuto l’informativa sui rischi dell’investimento”, ma sia, contrariamente, necessario che lo stesso Intermediario – resistente adduca elementi tali da comprovare di aver adempiuto nella loro effettività agli specifici obblighi informativi, avendo fornito al cliente tutte le informazioni necessarie per una valutazione, corretta e completa, delle caratteristiche dell’investimento, e per una scelta consapevole[2].

Da tutti i rilievi critici rassegnati, consegue la responsabilità dell’Intermediario resistente e l’accertamento del diritto al risarcimento del danno in capo al cliente – ricorrente.

[1] In tal senso, ACF, 16 marzo 2018, n. 327.

[2] Cfr., ACF, 7 luglio 2017, n. 11; ACF, Decisioni ACF, 3 agosto 2017, n. 34; ACF, 20 dicembre 2017, n. 155.

 

Qui la decisione: ACF, 11 ottobre 2018, n. 932

Ricerca avanzata


  • Categorie

  • Autori


  • Seleziona il periodo

Copy link
Powered by Social Snap