Conseguenze della “prassi distorta” dell’utilizzo del mutuo ipotecario, avente sostanzialmente la funzione di sostituire un credito chirografario con un credito assistito da garanzia reale



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Cass. civ., Sez. 1°, Ord. n. 19746 del 25 luglio 2018

Di Donato Giovenzana – Legale d’impresa

 

 


La banca ricorrente – nel contesto delle sue difese – ammette di aver posto in essere un’operazione avente  sostanzialmente la funzione di sostituire con un credito assistito da garanzia reale un credito chirografario,  fattispecie peraltro assai diffusa nell’attuale operatività bancaria e da più parti definita come un “uso distorto del credito fondiario o ipotecario”, anche perchè risulta oggettivamente intesa a “pregiudicare le concorrenti ragioni” degli altri creditori, venendo pertanto “a configurare una violazione della par condicio“.

 
Tuttavia,   il fatto che si tratti di una “prassi distorta” – sostiene la ricorrente – non implica che, nel sistema vigente, la sua adozione debba essere sanzionata con lo strumento della nullità, essendo la stessa piuttosto “rimediabile con lo strumento tipico dell’azione revocatoria”.
 
La Suprema Corte accoglie detto motivo, in quanto  qualora venga stipulato un mutuo con concessione di ipoteca al solo fine di garantire, attraverso l’erogazione di somme poi refluite in forza di precedenti accordi… nelle casse della banca mutuante, una precedente esposizione dello stesso soggetto o di terzi, risulta individuabile il motivo illecito perseguito, rappresentato dalla costituzione di un’ipoteca per debiti chirografari preesisitenti; tale garanzia è revocabile, in quanto concessa per nuovo credito, la cui erogazione è finalizzata all’estinzione di credito precedente chirografario.

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