La parte convenuta non ha l’onere di indicare specificamente le rimesse solutorie



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Cass. Civ., Ordinanza n. 18144 del 10.07.2018

Di Michael Lecci


Premessa. 1

In diritto. 1

Massima. 2

 

Premessa

Importante arresto giurisprudenziale in materia di eccezione di prescrizione delle rimesse (solutorie e ripristinatorie) con la sentenza Cass. n. 18144 del 10.07.2018 che si colloca nel solco già tracciato dalla Suprema Corte con sentenza n. 4372/2018[1]; in particolare, la vicenda trae spunto da una pronuncia della Corte territoriale di L’Aquila con cui i giudici accoglievano – parzialmente – l’appello principale della Banca relativo alla prescrizione delle poste aventi natura solutoria. Avverso tale pronuncia i ricorrenti contestavano, innanzi alla Suprema Corte, la natura generica dell’eccezione di prescrizione sollevata dalla Banca, non avendo quest’ultima indicato le singole operazioni e la data di decorrenza del relativo termine.

In diritto

Preliminarmente gli ermellini ribadiscono, richiamando sul punto le Sezioni Unite della Corte n. 24418/2000, che laddove il correntista agisca in ripetizione dell’indebito e lamenti la nullità della clausola di capitalizzazione trimestrale degli interessi anatocistici maturati con riguardo ad un contratto di apertura di credito bancario regolato in conto corrente, l’azione sarà soggetta al termine prescrizionale decennale decorrente, dalla chiusura del rapporto di conto corrente ove i pagamenti abbiano avuto solo una funzione ripristinatoria della provvista ovvero dall’annotazione della singola posta ove abbiano avuto funzione solutoria.

Tralasciando la ratio, ormai ben nota, alla base di tale distinzione occorre focalizzare l’attenzione sugli elementi utili ai fini dell’applicazione dell’eccepita prescrizione. In tal senso, evidenziano i giudici che, comprovata l’esistenza di un contratto di conto corrente assistito da apertura di credito, la natura ripristinatoria o solutoria dei singoli versamenti emerge dagli estratti conto che il correntista, attore nell’azione di ripetizione, ha l’onere di produrre in giudizio. Invero, data la sussistenza di tutti gli elementi affinché il giudice possa “autonomamente” individuare la natura delle singole rimesse, la parte convenuta non dovrà essere gravata dell’onere di fornire specifica indicazione delle rimesse solutorie cui è applicabile la prescrizione.

Ai fini della valida proposizione dell’eccezione di prescrizione, infatti, la parte ha l’onere di allegare il fatto costitutivo, ossia l’inerzia del titolare, e deve manifestare la volontà di avvalersene, indipendentemente dall’erronea individuazione del termine applicabile, ovvero del momento iniziale o finale di esso, trattandosi di questione di diritto sulla quale il giudice non è vincolato dalle allegazioni di parte (Cass. N. 15790/16; n. 1064/14). In altre parole, non ha alcun rilievo la mancata indicazione del dies a quo della prescrizione relativo al credito da ripetizione del correntista.

Nondimeno, il correntista che agisce in ripetizione, ai fini della valida proposizione della domanda, non ha l’onere di indicare specificamente le singole rimesse che, in quanto solutorie, si siano tradotte in pagamenti indebiti. In tal senso, già la Cassazione n. 6798/12, in tema di azioni revocatorie sulle rimesse bancarie, stabiliva che non è affetta da nullità per indeterminatezza dell’oggetto o della causa petendi la citazione contenente la domanda revocatoria fallimentare di pagamenti costituiti da rimesse di conto corrente bancario, pur in mancanza di una specifica indicazione dei versamenti solutori.

 

Massima

Di pari passo, affermano i giudici della Suprema Corte, non sussiste alcuna ragione per cui la banca che eccepisce la prescrizione debba essere gravata dall’onere di indicare i detti versamenti solutori, se si tiene conto del fatto che nemmeno l’attore in ripetizione è tenuto a precisare i pagamenti indebiti oggetto della pretesa azionata. Ne consegue che il carattere solutorio o ripristinatorio delle singole rimesse non incide sul contenuto dell’eccezione che rimane lo stesso, indipendentemente dalla natura, solutoria o ripristinatoria, dei singoli versamenti, sicché va escluso che la banca abbia l’onere di allegare specificamente le rimesse solutorie (Cass., n. 2026/2018; n. 4372/2018; n. 28819/2017).

[1] Si veda: Eccezione di prescrizione priva dell’indicazione delle rimesse

Qui la pronuncia: Cass. Civ., Sez. I, sent. 18144 del 10.07.2018

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