Giuridicamente infondata la sommatoria tra interessi corrispettivi e moratori



Trib. Torino, sent. 143 del 17/01/2018

di Michael Lecci

 


“La tesi della pura e semplice sommatoria (interessi moratori + interessi compensativi) non risulta fondata atteso che gli interessi moratori (che hanno una funzione differente dagli interessi corrispettivi, in quando hanno funzione risarcitoria, mentre i secondi sono volti a remunerare il mutuante per il finanziamento concesso) sono dovuti solo in caso di mancata corresponsione della rata nei termini pattuiti e sono dovuti, in tal caso, sul corrispettivo scaduto e su ogni altra somma dovuta, ossia sull’intero canone”.

La questione sottoposta all’attenzione dei giudici di Torino verte intorno alla pattuizione di un tasso di interesse asseritamente considerato come usurario dai correntisti ed in virtù del quale gli stessi chiedevano la declaratoria della nullità della relativa clausola con conseguente gratuità del mutuo e restituzione delle somme illegittimamente pagate a titolo di interessi.

Il contratto di mutuo presentava le seguenti condizioni:

  • Tasso nominale annuo: 6,2%;
  • Estinzione anticipata mutuo: compenso pari al 2,5% sul capitale anticipatamente restituito entro la centoventesima rata; 1,5% sul capitale restituito successivamente;
  • Tasso di mora: 6%;

Tasso soglia del trimestre di riferimento pari al 7,950% annuo.

La perizia del consulente tecnico di parte aveva prodotto i seguenti risultati:

  • Tasso Effettivo di Estinzione Anticipata (37,666%) supera il Tasso Soglia di Usura (7,950%);
  • Il Tasso complessivo (6,200% + 6,000%) supera il Tasso Soglia di Usura (7,95%);
  • Il Tasso Effettivo di Mora (38,358%) supera il Tasso Soglia di Usura (7,950).

Innanzitutto, ciò che emerge ictu oculi e che viene puntualmente rilevato dal giudice, è l’infondatezza giuridica di tale metodologia di calcolo. I ricorrenti, infatti, erroneamente confondono gli interessi corrispettivi, elemento fisiologico del contratto e costo fisso legato all’erogazione del credito, agli interessi di mora, elemento subentrante solo nei risvolti  patologici del contratto, con l’intento di includerli entrambi nel computo del TAEG.

Evidenziata la diversa natura delle due tipologie di interessi non può che escludersi una mera e semplice sommatoria tra essi. Nondimeno, come sottolineato dal Tribunale di Torino, è vero che la Cassazione ha pacificamente affermato che anche gli interessi di mora siano soggetti alla Legge n. 108 del 2006 ma ciò non legittima la sommatoria dei due tassi aventi natura diversa.

Altrettanto infondata è la tesi relativa al calcolo per l’estinzione anticipata del mutuo. Detta clausola costituisce un compenso corrisposto dal mutuatario all’Istituto di credito a fronte del diritto di esercitare il recesso anticipato dal contratto. Il pagamento della penale, quindi, priva di fondamento la tesi della sommatoria in quanto viene meno il pagamento di interessi corrispettivi.   

Qui la sentenza: Trib. Torino, sent. 143 del 17.01.2018

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