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Nota a Cass. Civ., Sez. I, 1 ottobre 2025, n. 26526.

Massima redazionale

Laddove il correntista pretenda di rideterminare il saldo, depurato dagli importi asseritamente non dovuti (per capitalizzazione indebita, interessi ultralegali e/o usurari, commissione di massimo scoperto etc.), e di ripetere l’indebito pagamento eseguito con rimesse sul conto passivo (o extrafido), se si riscontri la mancanza di una parte degli estratti conto, l’accertamento del dare ed avere può attuarsi con l’impiego anche di ulteriori mezzi di prova idonei a fornire indicazioni certe e complete che diano giustificazione del saldo maturato all’inizio del periodo per cui sono stati prodotti gli estratti conto stessi[1]. Questi ultimi, infatti, non costituiscono l’unico mezzo di prova attraverso cui ricostruire le movimentazioni del rapporto. Essi – come affermato in precedenti pronunciamenti[2] – consentono di avere un appropriato riscontro dell’identità e della consistenza delle singole operazioni poste in atto. Tuttavia, in assenza di un indice normativo che autorizzi una diversa conclusione, non può escludersi che l’andamento del conto possa accertarsi avvalendosi di altri strumenti rappresentativi delle intercorse movimentazioni; di talché, il giudice del merito può affidare ad un consulente tecnico esperto in materia contabile il compito della rideterminazione del saldo del conto[3], «spettando, poi, al giudice predetto la concreta valutazione di idoneità degli estratti a dar conto del dettaglio delle movimentazioni debitorie e creditorie (come già opinato Cass. n. 13186 del 2020, non massimata, in presenza di una valutazione di incompletezza degli estratti da parte del giudice del merito) (…); ii) parimenti, può attribuire rilevanza alla condotta processuale delle parti e ad ogni altro elemento idoneo a costituire argomento di prova, ai sensi dell’art. 116 cod. proc. civ.»[4].

 

 

 

 

 

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[1] Cfr. Cass. n. 22290/2023; Cass. n. 10293/2023.

[2] Cfr. Cass. n. 37800/2022; Cass. n. 10293/2023; Cass. n. 22290/2023.

[3] Cfr. Cass. n. 14074/2018; Cass. n. 5091/2016; Cass. n. 31187/ 2018; Cass. n. 11543/2019.

[4] Cfr. Cass. n. 1736/2024.

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