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Nota a Trib. Napoli Nord, Sez. III, 15 febbraio 2024.

Si pone l’esigenza di stabilire le conseguenze della (acclarata, anche in quanto non emergono dagli atti elementi che depongano in senso contrario) mancata iscrizione del soggetto incaricato della “riscossione” di un credito (ceduto ad una società di cartolarizzazione, come nel caso specifico) all’elenco di cui all’art. 106 TUB.

I termini della questione, in quanto oggetto di numerose (non sempre analiticamente motivate) pronunce di merito, possono dirsi noti ed è, quindi, bastevole solo richiamare: a) l’art. 2, comma 6, l. n. 130/1999, secondo cui “i servizi indicati nel comma 3, lettera c), possono essere svolti da banche o da intermediari finanziari iscritti nell’albo previsto dall’articolo 106 del decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385. Gli altri soggetti che intendono prestare i servizi indicati nel comma 3, lettera c), chiedono l’iscrizione nell’albo previsto dall’articolo 106 del decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, anche qualora non esercitino le attività elencate nel comma 1 del medesimo articolo purché possiedano i relativi requisiti”; b) la tesi secondo cui la mancanza di tale iscrizione determinerebbe la nullità della procura conferita al mandatario, con necessità di disporne la regolarizzazione.

In attesa della formazione di orientamenti stabili, anche tenuto conto della varietà della casistica che può presentarsi, appare prudenzialmente opportuno concordare con la ricostruzione suddetta, allo stato maggioritaria, e ciò sul rilievo che le sanzioni “interne” all’ordinamento bancario in concomitanza con la mancata iscrizione all’albo ex art. 106 TUB non siano “sufficienti” a proteggere gli interessi in gioco[1] e quindi, anche in ragione delle carenze documentali riscontrate, deve procedersi con l’ordine di sanare il difetto di rappresentanza dato dall’aver il procedente affidato il mandato (anche) alla riscossione ad una società che, da controlli effettuati officiosamente, risulta non essere iscritta all’elenco in questione.

Di talché, devono sospendersi le operazioni di vendita.

 

 

 

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[1] Come ben evidenziato da Trib. Monza, 22.01.2024; Trib. Torre Annunziata, 24.01.2024.

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