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Nota a CGUE, 7 dicembre 2023, C-140/22.

Massima redazionale.

Con la recentissima sentenza in oggetto, la Corte di Giustizia dell’Unione Europea ha dichiarato:

«L’articolo 6, paragrafo 1, e l’articolo 7, paragrafo 1, della direttiva 93/13/CEE del Consiglio, del 5 aprile 1993, concernente le clausole abusive nei contratti stipulati con i consumatori, devono essere interpretati nel senso che, nel contesto dell’annullamento integrale di un contratto di mutuo ipotecario stipulato tra un consumatore e un istituto bancario, per il motivo che tale contratto contiene una clausola abusiva senza la quale esso non può sussistere:

essi ostano all’interpretazione giurisprudenziale del diritto nazionale secondo cui l’esercizio dei diritti che tale consumatore trae da detta direttiva è subordinato alla presentazione dinanzi a un giudice, da parte di detto consumatore, di una dichiarazione con la quale egli afferma, in primo luogo, di non acconsentire al mantenimento di tale clausola, in secondo luogo, di essere a conoscenza, da un lato, del fatto che la nullità di detta clausola implica l’annullamento dello stesso contratto nonché, dall’altro, delle conseguenze di tale annullamento e, in terzo luogo, di acconsentire all’annullamento del medesimo contratto;

essi ostano a che la compensazione richiesta dal consumatore interessato a titolo di restituzione delle somme che egli ha versato in esecuzione del contratto di cui trattasi sia ridotta dell’equivalente degli interessi che tale istituto bancario avrebbe percepito se detto contratto fosse rimasto in vigore.»

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