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Nota a ABF, Collegio di Milano, 18 ottobre 2021, n. 21732.

di Valerio Maria Pennetta

 

È censurabile il contegno omissivo dell’istituto di credito a fronte della richiesta di estinzione anticipata del mutuo formulata dal mutuatario.

Così ha stabilito l’Arbitrato Bancario Finanziario (Collegio di Milano) nella decisione n. 21732/2021.

In particolare, il Collegio non ha ritenuto meritevole di accoglimento la principale difesa svolta in atti dall’istituto di credito, secondo cui la mancata indicazione, nella richiesta di estinzione anticipata del mutuo inviata dal mutuatario, del dies a quo del conteggio estintivo renderebbe di fatto “invalida” la medesima.

Sul punto, in adesione alla prospettazione del ricorrente, il Collegio Arbitrale ha statuito che anche in mancanza della specifica indicazione del dies a quo di cui sopra,l’istituto di credito avrebbe dovuto riscontrare il cliente “tempestivamente”[1]ed inviare il conteggio estintivo nel rispetto del termine previsto nel Capitolato delle Condizioni Generali del contratto di mutuo (nel caso di specie, di quindici giorni).

 

Qui la decisione.


[1] Opportuno, al riguardo, il richiamo alla sentenza Cass. Civ., sez. I, del 12 maggio 2006, n. 11004 che, richiamando una massima già espressa dalla Suprema Corte (in particolare Cas. Civ. 12093/2001), ha affermato che «la pretesa alla documentazione da parte di un cliente della banca è “un diritto autonomo che, pur derivando dal contratto, è estraneo alle obbligazioni tipiche che ne costituiscono lo specifico contenuto”».

 

 

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