Sulla disciplina degli interessi dei Buoni Fruttiferi Postali serie Q/P.



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Nota a Cass. Civ., Sez. VI, 10 febbraio 2022, n. 4384.

Massima redazionale

 

L’esigenza di tutela dell’affidamento incolpevole, riscontrabile in ipotesi di buoni all’apparenza appartenenti a una determinata serie quantunque sottoscritti nel vigore di un decreto che avesse modificato la disciplina degli interessi, qualora non manifestassero alcun elemento dal quale il sottoscrittore potesse desumere una discrepanza tra condizioni risultanti dal documento e condizioni previste dalla normativa applicabile, «non ha nulla a che spartire» con la diversa fattispecie in cui il vecchio supporto cartaceo in concreto utilizzato (per il solo fatto che il Poligrafico dello Stato non ne avesse ancora stampato di nuovi) recasse l’apposizione sul recto della serie effettiva (nella specie «Q/P») tale da richiamare la normativa a essa applicabile, e, sul verso, un timbro sostitutivo della impressione a stampa preesistente. Ciò in conformità all’art. 5 D.M. 13 giugno 1986, per cui: «Sono, a tutti gli effetti, titoli della nuova serie ordinaria, oltre i buoni postali fruttiferi contraddistinti con la lettera “Q”, i cui moduli verranno forniti dal Poligrafico dello Stato, i buoni della precedente serie “P” emessi dal 1° luglio 1986. 2. Per questi ultimi verranno apposti, a cura degli uffici postali, due timbri: uno sulla parte anteriore, con la dicitura “Serie Q/P”, l’altro, sulla parte posteriore, recante la misura dei nuovi tassi».

La pretesa di far discendere la misura degli interessi da una combinazione della disciplina prevista per i buoni della serie «Q», provvisoriamente emessi per mancanza dei relativi supporti cartacei, in forma di buoni della serie «Q/P», con la disciplina prevista per i buoni della serie «P», non ha alcun fondamento, giacché se i buoni sono sottoposti alla disciplina della serie «Q» e l’Autorità preposta dalla legge chiarisce che la disciplina della serie «Q» si applica anche alla serie «Q/P» (di modo che sul documento viene apposta la sigla «Q/P»), ciò sta a testimoniare che l’applicazione della disciplina dei defunti buoni della serie «P» è palesemente esclusa. In senso avvalorativo, deve essere assunta la letteralità dell’articolo 1342, comma 1, c.c., che, come noto, stabilisce, in caso di moduli predisposti per disciplinare in maniera uniforme determinati rapporti contrattuali, che le clausole aggiunte al modulo prevalgono su quelle ivi precedentemente scritte qualora siano incompatibili: nella specie, che siano incompatibili è in re ipsa, visto che il decreto ministeriale ha individuato i nuovi tassi in sostituzione dei precedenti (anche se non sono state cancellate).

 

Qui l’ordinanza.

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