Fondi alternativi e Crypto assets : la nuova frontiera dell’ investimento. Via libera dalla CSSF.



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di Giulia De Giorgi

 

Nell’ottica della promozione di un approccio normativo aperto e tecnologicamente neutro, 29 Novembre 2021 la Commission de Surveillance du Secteur Financier (c.d. CSSF), autorità di vigilanza prudenziale lussemburghese, ha rilasciato un comunicato a una FAQ in materia di investimenti in “virtual assets” da parte di fondi di investimento (UCITS e AIFs). In conformità all’enunciato del FATF (Financial Action Task Force) per attività virtuali si intende “qualsiasi rappresentazione digitale di valore che può essere scambiata, trasferita o utilizzata digitalmente per il pagamento” (https://www.fatf-gafi.org/publications/virtualassets/documents/virtual-assets.html?hf=10&b=0&s=desc(fatf_releasedate)).
Pertanto, oggetto del comunicato della CSSF, sono i crypto-assets che, presentando un’alta volatilità e liquidità, potrebbero incidere in modo significativo sul profilo di rischio del veicolo di investimento.

  1. Riserva agli investitori professionali
    Escluso l’investimento in attività virtuali per gli OICVM e gli OICR (c.d. UCIs) rivolti a clienti non professionali e fondi pensione. Mentre per i fondi di investimento alternativi (c.d. AIFs) l’investimento risulta limitato (ai soli investitori professionali) e condizionato (all’acquisizione di apposita licenza da parte del gestore).
  2. Ulteriori profili
    Tra le ulteriori tematiche trattate, vi rientrano il profilo dell’investitore, l’autorizzazione da richiedere e la mitigazione dei rischi di riciclaggio di denaro e finanziamento del terrorismo.

 

Qui le FAQ.

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