Della vexata quaestio concernente il diritto degli eredi di conoscere il nominativo del beneficiario di una polizza vita stipulata dal de cujus.



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Nota a ABF, Collegio di Roma, 23 marzo 2021, n. 8039.

di Donato Giovenzana

 

La controversia verte sulla richiesta formulata dalla ricorrente di ricevere copia integrale della documentazione concernente alcune polizze assicurative stipulate dal padre, di cui ella è erede, ivi inclusi i dati concernenti i beneficiari.

Il Collegio osserva che l’intermediario, seppure dichiari di essere mero collocatore delle polizze, ha trasmesso copia della documentazione, omettendo ogni riferimento ai beneficiari, adducendo ragioni di riservatezza.

Tale comportamento dell’intermediario fa ritenere al Collegio la competenza dell’Arbitro Bancario e Finanziario a decidere il ricorso de quo.

Nel merito, al caso di specie, appare applicabile l’art. 6, par. 1, lett. F) del Regolamento generale sulla protezione dei dati personali (Regolamento (UE) 2016/679 – GDPR) che dichiara legittimo il trattamento dei dati quando “è necessario per il perseguimento del legittimo interesse del titolare del trattamento o di terzi, a condizione che non prevalgano gli interessi o i diritti e le libertà fondamentali dell’interessato che richiedono la protezione dei dati personali”.

Il Collegio rileva che dal ricorso non emerge con sufficiente certezza la necessità di ricevere informazioni sui beneficiari delle polizze per agire in giudizio a tutela dei propri interessi ed appare, quindi, plausibile che la banca rifiuti di fornire le informazioni richieste in mancanza di uno specifico interesse.

In subjecta materia, proprio al fine di meglio comprendere la ratio sottesa alla decisione dell’Abf capitolino, è d’uopo richiamare – ad avviso  dell’esponente – la recente sentenza del Tribunale Treviso, del 27 febbraio 2020, secondo cui

L’erede che abbia necessità di agire in giudizio con l’azione di riduzione prevista dagli artt. 533 e seguenti c.c. o per la collazione ha diritto di ottenere dalla compagnia di assicurazioni il nominativo del beneficiario di polizza vite stipulate dal de cuius; tale diritto è riconosciuto dall’art. 6 par. 1 lett f del Regolamento UE 2016/679, il quale stabilisce la prevalenza del diritto di difesa rispetto a quello della riservatezza dei dati personali.”.

 

Qui la decisione.

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