Successione nei rapporti bancari: perimetro dei diritti informativi del legatario in sostituzione di legittima.



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Nota a ABF, Collegio di Bologna, 3 maggio 2021, n. 11367.

di Donato Giovenzana

 

La questione giuridica sottesa al caso di specie concerne la legittimazione del legatario in sostituzione di legittima ai sensi dell’art. 551 c.c. ad ottenere il rilascio di copia della documentazione bancaria, inerente ai rapporti facenti capo al de cuius, ai sensi dell’art. 119 TUB.

Parte ricorrente sostiene, infatti, che la norma attribuirebbe la legittimazione genericamente a colui che succede a qualunque titolo al de cuius, e, dunque, tanto all’erede universale quanto al legatario, a prescindere da quello che è l’oggetto del legato. Aggiunge, inoltre, che l’accesso alla documentazione bancaria, relativa ai rapporti facenti capo al de cuius, è funzionale alla possibilità di esercitare, a ragion veduta, la facoltà di rinunciare al legato in sostituzione e chiedere la legittima. Infatti, il legatario in sostituzione della legittima deve poter avere contezza del patrimonio complessivo del de cuius (relictum e donatum) al fine di soppesare le attribuzioni oggetto di legato e decidere di conseguenza. Conseguentemente, in assenza di dette informazioni, non sarebbe nemmeno in grado di quantificare la legittima di spettanza.

L’intermediario resistente esclude, per contro, che il legatario in sostituzione di legittima possa ritenersi legittimato ad accedere alla documentazione bancaria inerente i rapporti facenti capo al de cuius nell’ipotesi in cui il legato abbia ad oggetto beni del tutto avulsi e non pertinenti ai rapporti bancari facenti capo al de cuius, come nel caso di specie, in cui il legato ha ad oggetto beni immobili. In altri termini, l’intermediario resistente ritiene che l’art. 119 TUB legittimerebbe ad accedere alla documentazione bancaria relativa a rapporti in essere tra il de cuius e l’istituto di credito, sia l’erede, successore a titolo universale, sia il legatario, successore a titolo particolare, sempre che quest’ultimo succeda nelle attività bancarie del de cuius (cosa che non si verificherebbe nell’ipotesi in cui il legato abbia ad oggetto esclusivamente beni immobili). In caso contrario, si verrebbe a comunicare ad un soggetto che nulla ha a che vedere con il rapporto bancario – allo stesso non attribuito – dati destinati esclusivamente all’erede o al solo legatario di specie del rapporto bancario, con conseguente violazione anche della normativa in tema di privacy. L’erede potrebbe, infatti, legittimamente lamentare la comunicazione di dati ad un soggetto privo di legittimazione in quanto destinatario di un bene immobile.

La questione all’esame del Collegio riguarda la definizione del perimetro del diritto del legatario di ottenere, ai sensi dell’art. 119 TUB, la documentazione bancaria relativa ai rapporti intrattenuti dal de cuius con l’intermediario.

Orbene, dalla documentazione in atti emerge come in favore del ricorrente fossero legati degli immobili, un elemento questo che definisce anche l’estensione dell’interesse alla documentazione contrattuale che può essere ritenuto meritevole di tutela. Per quanto, invece, riguarda la documentazione richiesta, il Collegio condivide l’eccezione dell’intermediario, secondo cui non sussiste la legittimazione del legatario per rapporti diversi da quelli oggetto dell’attribuzione, non succedendo nei rapporti bancari del de cuius.

Per il che il Collegio felsineo non accoglie il ricorso.

 

Qui la decisione.

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