Sottrazione da parte di un coerede del contenuto della cassetta di sicurezza: decorrenza del termine prescrizionale.



3 min read

Nota a Cass. Civ., Sez. III, 12 maggio 2021, n. 12599.

di Donato Giovenzana

 

Il ricorrente ha agito, a suo tempo,  nei confronti della sorella e della Banca per sentirle condannare al risarcimento dei danni conseguiti allo svuotamento della cassetta di sicurezza di cui era titolare la madre (deceduta 1’8.5.1997), che assumeva avvenuto in data 16.4.97, ad opera della sorella e grazie alla cooperazione colposa della Banca (che aveva consentito l’accesso a soggetto non legittimato); il Tribunale ha rigettato le richieste dell’attore ritenendo che le pretese fossero prescritte; la Corte di Appello ha confermato la sentenza di primo grado affermando che l’azione extracontrattuale nei confronti della sorella avrebbe dovuto essere esercitata entro il 16 aprile 2002 e quella contrattuale verso la Banca entro il 16 aprile 2007, mentre soltanto il 29.9.2008 era stato richiesto il risarcimento nei confronti della seconda, allorquando entrambe le azioni si erano irrimediabilmente prescritte.

La Corte ha aggiunto che «irrilevante in tal senso è la circostanza che il coerede abbia avuto conoscenza dell’accesso alla cassetta di sicurezza da parte della sorella solo in data 27 ottobre 2008, atteso che trattandosi di sottrazione di beni, la stessa doveva essere percepibile con l’ordinaria diligenza»; ha concluso che «il diritto, dunque, poteva e doveva essere fatto valere a far data del 16 aprile 1997 in applicazione dell’art. 2935 c.c. o comunque -pur volendo tener conto che l’accesso effettuato presso la cassetta di sicurezza non poteva essere immediatamente percepibile dall’anziana madre malata terminale e ricoverata— dalla data del decesso della stessa (8 maggio 1997) momento in cui l’appellante poteva e doveva verificare l’intero asse ereditario della madre, ivi compreso il contenuto della cassetta di sicurezza di cui era a conoscenza che andava dichiarato in successione».

La Cassazione ha invece accolto l’effettivo e sostanziale motivo di doglianza avanzato, nei termini che seguono.

Premesso che, a norma dell’art. 2935 c.c., la prescrizione comincia a decorrere dal giorno in cui il diritto può essere fatto valere, la verifica circa il decorso della prescrizione comporta la necessità sia di individuare la natura del diritto azionato che di accertare a partire da quale momento lo stesso potesse concretamente essere fatto valere; nello specifico, la pretesa del ricorrente è basata sull’assunto che la sorella abbia svuotato la cassetta di sicurezza della madre privando la stessa (prima) e il coerede (poi) della disponibilità dei beni e valori ivi custoditi; l’illecito ipotizzato a carico della sorella  (così come il correlato inadempimento della Banca) ha come necessario presupposto il fatto che la stessa abbia effettuato l’accesso alla cassetta di sicurezza, da sola, in data di poco antecedente al decesso della madre e quando quest’ultima era già nell’impossibilità di farlo personalmente; per quanto emerge anche dalla sentenza impugnata, tale fatto era stato conosciuto dal ricorrente  soltanto in data 27.10.2008 e deve quindi ritenersi che soltanto da tale data l’odierno ricorrente potesse ipotizzare l’illecito extracontrattuale della sorella (e il correlato inadempimento dell’istituto bancario) e si trovasse nella concreta ed effettiva possibilità di far valere una pretesa risarcitoria.

Secondo la Suprema Corte, pertanto erra la Corte territoriale laddove ritiene irrilevante tale circostanza e afferma genericamente che, “trattandosi di sottrazione di beni, la stessa doveva essere percepibile con l’ordinaria diligenza”, e ciò fin dal 16 aprile 1997 o, comunque dalla data del decesso della madre, momento in cui il ricorrente avrebbe dovuto verificare l’intero asse ereditario, comprendente la cassetta di sicurezza; l’errore riposa nel fatto che la Corte non ha tenuto conto della circostanza che, quand’anche il ricorrente  avesse avuto la possibilità di accedere alla cassetta per verificarne il contenuto, una cosa sarebbe stata rilevarne la mancanza di contenuto, altra cosa sapere che l’ultimo accesso era stato effettuato non dalla titolare (la madre), ma dalla sorella giacché soltanto tale specifico dato consentiva di ipotizzare una sottrazione di beni ad opera di quest’ultima.

La sentenza è stata dunque cassata nella parte in cui ha fatto decorrere la prescrizione da data antecedente e diversa da quella del 27.10.2008.

 

Qui l’ordinanza.

Iscriviti al nostro canale Telegram 👇

Ricerca avanzata


  • Categorie

  • Autori


  • Seleziona il periodo

Copy link
Powered by Social Snap