Falso d’autore e responsabilità del bonus argentarius.



2 min read

Nota a Cass. Civ., Sez. VI, 14 maggio 2021, n. 13148.

di Antonio Zurlo

 

Le circostanze di fatto.

Il Tribunale di Roma aveva rilevato che la «banca trattaria, cui sia stato presentato per l’incasso un assegno bancario, ha il dovere di pagarlo se l’eventuale irregolarità (falsificazione o alterazione) dei requisiti ulteriori non sia rilevabile con la normale diligenza inerente all’attività bancaria». Sulla base di questa premessa, il giudice romano aveva, poi, riscontrato che le «alterazioni rilevate sono state eseguite in maniera magistrale al punto che solo con le apparecchiature idonee è stato possibile evidenziarle», concludendo che «a fronte di siffatte perspicue risultanze non può essere richiesto all’operatore postale (il quale ha identificato il prenditore del titolo a mezzo della carta di identità e del codice fiscale) di avere una preparazione eccedente quella del bonus argentarius».

Le ragioni della decisione.

Col primo motivo parte ricorrente deduceva la violazione dell’art. 43 L.A., «laddove il Tribunale in appello ha ritenuto la banca esente da responsabilità, nonostante avesse pagato un assegno non trasferibile all’illegittimo prenditore». Col secondo motivo, si lamentava la violazione dell’art. 1176, secondo comma, c.c. e dell’art. 1992, secondo comma, c.c., nella parte in cui non era stata accertata la responsabilità dell’Istituto negoziatore.

A giudizio della ricorrente, il Tribunale aveva errato, essendo limitato ad «affermare come non possa configurarsi alcuna colpa in merito al comportamento della banca, tenuto conto che i documenti riportavano il medesimo nominativo dell’intestatario del titolo»: in realtà, la norma dell’art. 43 L.A. prevede una «responsabilità dell’istituto indipendente da colpa».

La Sesta Sezione Civile non giudica meritevoli di accoglimento i due motivi di ricorso. Secondo quanto statuito dalle Sezioni Unite[1], «ai sensi dell’art. 43 comma 2 legge assegni, la banca negoziatrice, chiamata a rispondere del danno derivato – per errore nella identificazione del legittimo portatore del titolo – dal pagamento dell’assegno bancario, di traenza o circolare, munito di clausola di intrasferibilità a persona diversa dall’effettivo beneficiario, è ammessa a provare che l’inadempimento non le è imputabile, per avere essa assolto alla propria obbligazione con la diligenza richiesta dall’art. 1176 comma 2 cod. civ.».

Consequenzialmente, il ricorso deve essere respinto.

 

Cass. Civ., Sez. VI, 14 maggio 2021, n. 13148

 

Qui l’ordinanza.


[1] Il riferimento è a Cass. Civ., Sez. Un., 25 maggio 2018, n. 12477.

Ricerca avanzata


  • Categorie

  • Autori


  • Seleziona il periodo

Copy link
Powered by Social Snap