Contestualità della garanzia ipotecaria rispetto al sorgere dell’originario credito.



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Nota a Cass. Civ., Sez. I, 2 aprile 2021, n. 9193.

di Lucio Casalini

 

 

 

 

Nel caso de quo, l’istituto bancario concede un nuovo finanziamento, garantito da ipoteca, al fine di ripianare una pregressa esposizione debitoria del cliente. Nondimeno, contro l’atto di concessione di ipoteca un creditore di quest’ultimo agisce in revocatoria ex art. 2901 c.c., adducendo che il titolo è sorto in data successiva a quella del primo finanziamento, ma antecedentemente rispetto alla data della seconda erogazione volta a ripianare le pregresse passività.

Il giudice di prime cure rigetta la domanda, ritenendo il credito dell’attore successivo a quello nei confronti della banca e, non provata la sussistenza del consilium fraudis.

A conclusioni opposte perviene, invece, la Corte d’Appello, che dichiara relativamente inefficace l’atto costitutivo di ipoteca, a cui va riconosciuta natura di atto a titolo gratuito, ritenendo pertanto sufficiente la prova semplificata prevista per tale tipo di atti, atteso che «l’art. 2901, comma 2 cod. civ. considera a titolo oneroso le prestazioni di garanzia solo qualora esse siano contestuali al credito garantito, ipotesi che, nel caso di specie, non ricorre, essendo la garanzia successiva al credito». E aggiunge che «[s]econdo il costante orientamento giurisprudenziale, l’actio pauliana postula la sola esistenza del credito e non richiede la sua esigibilità, ponendosi anche a garanzia di crediti condizionali, non ancora scaduti o anche meramente eventuali». In definitiva, per la Corte d’appello il credito risulta, quindi, per notevole tratto di tempo anteriore all’atto costitutivo della garanzia immobiliare.

La pronuncia viene confermata dalla Cassazione con l’ordinanza in epigrafe, che respinge il ricorso proposto da parte ricorrente e conferma il rigoroso orientamento avverso la prassi bancaria di «contestualizzazione» ipotecaria[1]. In coerenza con la pronuncia di secondo grado, infatti, il percorso argomentativo dei giudici di Piazza Cavour si appunta attorno alla funzione di ripianamento della pregressa esposizione debitoria della seconda erogazione e quindi all’assenza di contestualità della garanzia ipotecaria rispetto al sorgere dell’originario credito. In altri termini, difetta il requisito della contestualità tra l’atto costitutivo della garanzia e il sorgere del credito garantito.

La mancanza di contestualità – conclude la Corte – si fissa, dunque, sulla sopravvenienza (a distanza di anni) della garanzia rispetto al debito.

 

 

Qui la pronuncia.


[1] Cfr., ex multis, Cass., 9 novembre 2018, n. 28802; Cass., 21 febbraio 2018, n. 4202; Cass., 5 agosto 2019, n. 20896; Cass. 8 aprile 2020, n 7740; Cass., 25 gennaio 2021, n. 1517.

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