L’insanabile contrasto fra i coeredi non consente la liquidazione dei cespiti ereditari.



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Nota a ABF, Collegio di Roma, 11 gennaio 2021, n. 728.

di Donato Giovenzana

 

Il Collegio osserva che l’intermediario ha eccepito di aver depositato in Tribunale, prima della proposizione del presente ricorso, un atto ex art. 1772 c.c. finalizzato alla determinazione delle modalità di ripartizione tra i coeredi del saldo del conto corrente oggetto del presente ricorso.

Con il ricorso all’Autorità giudiziaria, l’intermediario chiede di “determinare ai sensi dell’art. 1772 c.c. le quote di distribuzione a ciascuno dei chiamati all’eredità […] delle somme giacenti sul conto corrente”.

A tal riguardo, in seguito ad una richiesta di integrazione documentale, l’intermediario ha prodotto una stampa del fascicolo telematico relativo al procedimento giudiziario dalla quale risulta che il ricorso è stato a tutti gli effetti depositato il 28.02.2020, e tuttavia è stato iscritto a ruolo generale in data 04.11.2020, successivamente alla richiesta di integrazione documentale richiesta dal Collegio. L’intermediario produce altresì copia della ricevuta di avvenuta consegna della PEC di deposito del ricorso presso l’Autorità giudiziaria.

Prescindendo dalla valutazione relativa ad una possibile litispendenza, il Collegio ritiene il ricorso non meritevole di accoglimento nel merito.

In particolare, dalla documentazione versata in atti dall’intermediario, risulta evidente un conflitto fra coeredi sulla liquidazione della rispettiva quota spettante sul saldo del conto corrente del de cuius. Nello specifico, mentre parte ricorrente ha chiesto la liquidazione di una quota ereditaria pari a 1/3 della giacenza del conto, un’altra coerede, a mezzo del proprio legale, ha chiesto la liquidazione di una quota pari al 50% di tale giacenza, in virtù di una disposizione testamentaria registrata il 26.10.2017. L’intermediario rileva altresì come dalla documentazione in suo possesso, la de cuius ha lasciato due diversi testamenti, il primo registrato il 26.10.2017 e il secondo registrato il 22.12.2017.

Sulla scorta di tale ricostruzione, stante il contrasto fra le richieste dei coeredi, il Collegio ritiene necessario che la liquidazione della singola quota non possa avvenire se non in contradditorio con tutti i coeredi coinvolti.

Si ritiene pertanto legittima la condotta della banca che, a fronte di richieste incompatibili fra loro e in assenza di accordo fra coeredi, non ha acconsentito a liquidare la somma richiesta da parte ricorrente.

 

 

Qui la decisione.

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