Patrocinio a spese dello Stato e istanza di distrazione: la pronuncia delle Sezioni Unite.



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Nota a Cass. Civ., Sez. Un., 26 marzo 2021, n. 8561.

Con la recentissima sentenza, le Sezioni Unite Civili della Suprema Corte di Cassazione hanno affermato che la presentazione dell’istanza di distrazione delle spese proposta dal difensore della parte ammessa al patrocinio a spese dello Stato non costituisca rinuncia implicita al beneficio da parte dell’assistito, attesa la diversa finalità ed il diverso piano di operatività del gratuito patrocinio e della distrazione delle spese: l’uno volto a garantire alla parte non abbiente l’effettività del diritto di difesa; l’altra ad attribuire al difensore un diritto in rem propriam. Ne consegue che il difensore sia privo del potere di disporre dei diritti sostanziali della parte, compreso il diritto soggettivo all’assistenza dello Stato per le spese del processo, potendo la rinuncia allo stesso provenire solo dal titolare del beneficio, e tenuto conto, peraltro, che l’istituto del gratuito patrocinio è revocabile solo nelle tre ipotesi tipizzate nell’art. 136 del d.P.R. n. 115 del 2002, norma eccezionale, come tale non applicabile analogicamente.

 

 

Qui la sentenza.

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