In melius o in peius non importa: per la capitalizzazione è necessaria una nuova pattuizione.



1 min read

Nota a Cass. Civ., Sez. VI, 4 marzo 2021, n. 5931.

di Antonio Zurlo

 

 

 

 

Con l’unico motivo di ricorso incidentale, era dedotta la violazione e falsa applicazione degli artt. 2 e 7 delibera CICR del 9 febbraio 2000, in quanto la Corte territoriale aveva ritenuto comunque non dovuta la capitalizzazione neppure annuale, con riguardo agli interessi successivi al 1° luglio 2000, sebbene non vi fosse stato nessun peggioramento al riguardo per la società correntista, ai sensi delle disposizioni menzionate.

Nel giudicare manifestamente infondata la doglianza, la Sesta Sezione Civile riafferma il principio per cui «In ragione della pronuncia di incostituzionalità dell’art. 25, comma 3, d.lgs. n. 342 del 1999, le clausole anatocistiche inserite in contratti di conto corrente, conclusi prima dell’entrata in vigore della delibera CICR 9 febbraio 2000, sono radicalmente nulle, con conseguente impraticabilità del giudizio di comparazione previsto dal 2° comma dell’art. 7 della delibera del CICR, teso a verificare se le nuove pattuizioni abbiano o meno comportato un peggioramento delle condizioni precedentemente applicate, sicché in tali contratti, perché sia introdotta validamente una nuova clausola di capitalizzazione degli interessi, è necessaria una espressa pattuizione formulata nel rispetto dell’art. 2 della predetta delibera»[1].

 

 

Qui la pronuncia.


[1] Cfr. Cass. 19 maggio 2020, n. 9140; Cass. Civ., Sez. Un., 4 novembre 2004, n. 21095.

Ricerca avanzata


  • Categorie

  • Autori


  • Seleziona il periodo

Copy link
Powered by Social Snap