Collegio di Coordinamento ABF: la legittimazione a riscuotere i buoni con pari facoltà di rimborso



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Collegio di Coordinamento ABF – Decisione n. 19782/2020

di Pierpaolo Verri


Il Collegio di Coordinamento dell’Arbitro Bancario Finanziario, con la Decisione n. 19782 del 10 novembre 2020, si è espresso sulla reiterata querelle relativa alla legittimazione a riscuotere gli importi di un buono fruttifero postale con clausola di “pari facoltà di rimborso”.

La vicenda scaturisce dalla contestazione con cui parte ricorrente reclamava all’intermediario la differenza fra gli importi incassati e gli importi spettanti in relazione a due buoni fruttiferi cointestati con pari facoltà di rimborso, serie Q/P, di lire 5.000.000, sottoscritti nel 1988. Il Collegio di Napoli, al cui cospetto è stato presentato il ricorso, rimetteva la questione al Collegio di Coordinamento, ritenendo fosse necessario stabilire se il ricorrente, titolare dei due buoni cointestati recanti clausola di “pari facoltà di rimborso”, sia legittimato a riscuoterli iure proprio, ovvero sia necessaria la quietanza congiunta di tutti gli aventi diritto (ossia degli altri cointestatari superstiti e degli eredi del cointestatario defunto). In particolare, la controversia sottoposta all’esame del Collegio remittente, aveva per oggetto l’accertamento del diritto di uno dei cointestatari superstiti alla rideterminazione degli interessi, per il periodo dal ventunesimo al trentesimo anno dalla data di emissione, secondo le condizioni riportate sul retro dei titoli.

La questione, invero, è stata oggetto, negli ultimi anni, di un susseguirsi di approdi, sia da parte dell’ABF, nonché della giurisprudenza di merito e di legittimità. Il Collegio di coordinamento, in particolare, con decisione del 10 ottobre 2019, n. 22747, ha affermato che “nell’ipotesi di buoni fruttiferi postali cointestati con pari facoltà di rimborso, ciascuno dei cointestatari ha il diritto di riscuoterli anche nel caso di decesso di uno o più degli altri cointestatari”. Il Collegio di coordinamento, in quella sede, ha reputato che il rimborso dei buoni fruttiferi, anche nel caso di decesso di un cointestatario, debba sottostare alla disciplina prevista in via generale dall’art. 178 D.P.R. 156/1973 (testo unico in materia postale, di bancoposta e di telecomunicazioni) e dall’art. 208, primo comma, del regolamento esecutivo D.P.R. 256/1989, che, prevede il rimborso a vista del titolo e il pagamento degli interessi. 

L’ordinanza di rimessione del Collegio di Napoli evidenzia che, in seguito alla menzionata decisione del Collegio di Coordinamento, è stata pubblicata una prima ordinanza della Corte di Cassazione sulla questione (Cass., VI Sezione, 10 giugno 2020, n. 11137), nella quale il giudice di legittimità ha affermato che “in assenza di una previsione specifica, al rimborso dei buoni fruttiferi cointestati è applicabile per analogia la disciplina prevista dall’art. 187, comma 1, dal D.P.R. n. 256 del 1989, relativo ai libretti di risparmio postale (per effetto del rinvio di cui all’art. 203, comma 1, dell’anzidetto regolamento), sicché, nel caso di decesso di uno degli intestatari, il rimborso viene eseguito con quietanza di tutti gli aventi diritto”. In seguito, è stata emessa una ordinanza interlocutoria (Cass., VI Sezione, 5 agosto 2020, n. 16683) che non ha condiviso l’orientamento di cui sopra e che ha rimesso la causa alla prima sezione civile per la pubblica udienza affinché decida sulla disciplina applicabile in punto di legittimazione alla riscossione, nel caso di morte di un cointestatario, di buoni postali fruttiferi (soggetti ratione temporis alla disciplina del codice postale e delle telecomunicazioni e al relativo regolamento di attuazione) cui sia apposta la clausola c.d. “con pari facoltà di rimborso”.

Il Collegio di Coordinamento, nell’esprimersi sulla questione rimessa dal Collegio di Napoli, ritiene che le perplessità sollevate dal Collegio remittente in relazione all’ordinanza della Corte di Cassazione del 10 giugno 2020, n. 11137 siano assolutamente condivisibili, così come sono condivisibili le argomentazioni dell’ordinanza interlocutoria della Suprema Corte sopra citata. Precisa, innanzitutto, che l’applicazione ai buoni fruttiferi dell’art. 187 D.P.R. 1 giugno 1989, n. 256 dettato per i libretti di risparmio postale, è tutt’altro che pacifica, benché l’orientamento prevalente, sia in dottrina sia nella giurisprudenza di merito, ritenga che l’art. 187 riguardi esclusivamente i libretti di risparmio e non sia quindi applicabile analogicamente ai buoni postali. 

Richiamando la più recente giurisprudenza di merito, evidenzia che i buoni postali fruttiferi, con facoltà di pari rimborso, sono titoli di legittimazione che incorporano il diritto di credito ad ottenere, alle date previste, il rimborso del valore prestabilito del titolo in favore di tutti i cointestatari possessori del titolo, in via solidale tra loro; pertanto, salvo eventuali deroghe previste dalla normativa specifica di settore, ai sensi dell’art. 1292 c.c. ciascuno degli intestatari, in quanto creditore del valore del titolo, ha diritto ad ottenere l’adempimento dell’intera obbligazione, cioè il rimborso dell’intero valore del titolo, e l’adempimento conseguito per intero da uno solo dei creditori libera comunque il debitore verso tutti gli altri creditori cointestatari.

Pertanto, secondo il principio generale, nel caso di decesso di uno dei cointestatari, nei diritti del cointestatario defunto subentrano i suoi eredi in comunione tra loro, ma non si modifica il rapporto sussistente con gli altri creditori cointestatari viventi e con il debitore della prestazione; in tal modo, il cointestatario rimasto in vita, avrebbe sempre diritto  a pretendere il rimborso dell’intero valore del titolo, senza la necessità di alcuna richiesta congiunta degli eredi del cointestatario defunto, così come non avrebbe avuto necessità della richiesta congiunta di quest’ultimo, qualora fosse stato ancora in vita; analogamente, gli eredi del cointestatario defunto, congiuntamente tra loro, avrebbero diritto ad ottenere il rimborso dell’intero valore del titolo, senza necessità però della richiesta congiunta del cointestatario rimasto in vita.

In merito alla normativa applicabile, il Collegio osserva, inoltre, che il 19.12.2000 è stato emanato il decreto del Ministro del Tesoro, che ha introdotto la nuova disciplina dei buoni postali fruttiferi, e il 06.06.2002 è stato emanato il decreto del Ministro dell’Economia, che ha introdotto la nuova disciplina dei libretti postali di risparmio; la nuova disciplina, tuttavia, non ha previsto né per i libretti postali di risparmio né per i buoni postali fruttiferi alcuna regola specifica per il caso di decesso di uno dei cointestatari del libretto o del buono, confermando quindi, con l’abrogazione della norma eccezionale di cui all’art. 187 D.P.R. n. 256 del 1989, l’applicabilità per il futuro della disciplina generale prevista dall’art. 1292 c.c.

Il Collegio di Coordinamento, in conclusione, ritiene che l’ordinanza decisoria del 10 giugno 2020, n. 11137 della Corte di Cassazione non metta in discussione l’orientamento espresso dal Collegio di Coordinamento nella decisione 10 ottobre 2019, n. 22747. Precisa, altresì, che la necessità della quietanza congiunta dei coeredi potrebbe ravvisarsi nel caso in cui il ricorso sia proposto dall’erede di un cointestatario e ricorra un concreto interesse dell’intermediario all’accertamento nei confronti di tutti, in ragione della opposizione di un coerede. Tale ipotesi tuttavia, non è corrispondente al caso posto all’esame del Collegio nella decisione in commento, poiché, nel caso di specie, il ricorso è stato proposto dal contitolare superstite e la controparte non ha presentato controdeduzioni. Tanto premesso, il Collegio di Coordinamento conclude ribadendo il seguente principio di diritto: “nell’ipotesi di buoni fruttiferi postali cointestati con pari facoltà di rimborso, ciascuno dei cointestatari ha il diritto di riscuoterli anche nel caso di decesso di uno o più degli altri cointestatari”.

Questa la decisione: 19782/2020

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