Obblighi di informazione “continuativa”, anche nella fase successiva all’investimento.



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Nota a ACF, 28 dicembre 2020, n. 3297.

di Donato Giovenzana

 

Secondo il Collegio arbitrale la ricorrente ha fondato la propria pretesa risarcitoria anche sull’asserita violazione da parte dell’intermediario degli obblighi di informazione nella fase successiva all’investimento, in relazione alla quale la domanda risarcitoria deve ritenersi effettivamente non prescritta.

Ebbene, a questo riguardo – per l’ACF – va richiamato il consolidato orientamento di carattere generale secondo cui un obbligo di monitoraggio degli investimenti e di informativa “continuativa” è prospettabile a carico dell’intermediario solo nel caso di gestione patrimoniale ovvero di prestazione del servizio di consulenza laddove specificamente previsto dal relativo contratto quadro, il che non è dato rilevare nel caso di specie (v. in tal senso, da ultimo e amplius, decisione n. 3061 del 3/11/2020).

Deve, quindi, escludersi che nell’odierna fattispecie in esame la contestata violazione di tali obblighi di informazione ex post possa utilmente fondare una pretesa di natura risarcitoria.

 

Qui la decisione.

 

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