Ammortamento alla francese, anatocismo e trasparenza: il punto di vista dell’economia degli intermediari finanziari



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Ammortamento alla francese, anatocismo e trasparenza: il punto di vista dell’economia degli intermediari finanziari[*]

di Paolo Antonio Cucurachi**

 

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A couple of recent Italian Courts’ decisions on the effects of french amortization applied to mortgages and loans have opened a debate on the lawfulness of the compound interest rule in banking contracts. The assumptions behind the criticisms to the compound interest rule is that the real rate paid by the customer should be higher than the nominal rate and therefore the french amortization should always implies anatocism. The mistake on which is based this position is to make confusion between zero coupon loan (in which the interests area paid at the end of the loan) and bullet loans (in which the capital is paid back at the end of the loan) and to believe that the structure of the amortization (french, italian or custom) can affect the effective interest rate. In fact effective interest rate is only affected by the frequency of the payments (monthly, quarterly, etc.).

Therefore the french amortization is a methodology that can be applied by banks to loans in order to build an amortization schedule close to the financial needs of the customers that usually prefer a fixed amount given by the sum of descending interest payments and ascending principal payments.     

 

Rivista di Diritto del Risparmio – Ottobre – Fascicolo 3/2020

 

Sommario: 1. Premessa. – 2. La Sentenza della Corte di Appello di Roma n. 6336/2017. – 3. La Sentenza del Tribunale di Massa 2648/2016. – 4. Modalità di ammortamento e regimi di capitalizzazione: il contributo dell’economia degli intermediari finanziari. – 5. Conclusioni.

  1. Premessa

La recente sentenza della Corte d’Appello di Roma n. 6336/2017 ha affrontato il tema della natura anatocistica degli interessi dovuti su un mutuo caratterizzato da un piano di rimborso con ammortamento alla francese. La citata sentenza offre una prospettiva di analisi assolutamente interessante rispetto ad un problema, quello dell’anatocismo, che sebbene non presenti una particolare complessità tecnica è stato ampiamente dibattuto conducendo a pronunce giurisprudenziali contraddittorie che inevitabilmente generano una situazione di incertezza del diritto rispetto a prassi bancarie ampiamente consolidate anche a livello internazionale. L’esistenza di una prassi ovviamente non può essere considerata un motivo sufficiente per derogare ai principi normativi statuiti dalla legislazione in materia, ma ciò non toglie che sia auspicabile che venga scongiurato il rischio che una interpretazione distorta della normativa possa portare a considerare anomali ed illegittimi anche comportamenti tecnicamente corretti. Il tema dell’anatocismo, che sulla base di una determinata corrente di pensiero condurrebbe – in modo illegittimo se non adeguatamente comunicato -, all’applicazione di un tasso di interesse effettivo superiore rispetto a quello contrattualizzato si interseca con la normativa bancaria in materia di trasparenza delle condizioni contrattuali spostando i termini della questione da un problema di matematica finanziaria ad un problema giuridico di consapevolezza del contraente debole delle effettive clausole del contratto.

L’economia degli intermediari finanziari, in quanto disciplina universitaria per propria natura interdisciplinare che coniuga elementi tipici dell’economia aziendale (stante la natura di impresa delle banche) con elementi giuridici derivanti dalla pervasiva regolamentazione del sistema bancario e matematici derivanti dalla particolare natura dei contratti finanziari, può offrire un importante contributo di inquadramento del tema dell’anatocismo all’interno del complessivo funzionamento dei sistemi finanziari. Il presente contributo si articola come segue. Nel secondo paragrafo si sintetizzano le conclusioni della Sentenza della Corte di Appello di Roma che ha rigettato in toto l’ipotesi secondo cui l’ammortamento francese comporti interessi anatocistici. Nel terzo paragrafo si sintetizza il dispositivo della sentenza del Tribunale di Massa dove viene invece sostenuta la tesi opposta secondo cui l’ammortamento francese comporti sempre interessi anatocistici. Nel quarto paragrafo si introduce il tema delle modalità tecniche di calcolo dei rendimenti per varie tipologie di strumenti finanziari introducendo anche il tema degli effetti prodotti sulla gestione della banca. Il quinto paragrafo riporta le conclusioni.


[*] Contributo approvato dai referee

** Prof. Ordinario di Economia degli Intermediari Finanziari presso l‘Università del Salento

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