Fideiussione omnibus senza limitazione di importo.



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Nota a Cass. Civ., Sez. III, 25 agosto 2020, n. 17669.

di Antonio Zurlo

 

 

 

 

Con la recentissima ordinanza in oggetto, la Seconda Sezione Civile riafferma il principio per cui una fideiussione omnibus, senza limitazione di importo, stipulata anteriormente alla data di entrata in vigore dell’art. 10 della I. n. 154 del 1992 (che, sostituendo il testo originario dell’art. 1938 c.c., ha subordinato la validità della fideiussione per obbligazioni future all’indicazione dell’importo massimo garantito) possa conservare efficacia unicamente per i debiti verso la Banca sorti a carico del debitore principale, prima della predetta data, e non anche per quelli successivi, salvo che le parti fissino l’importo massimo garantito con la rinnovazione della convenzione di garanzia: questa, risolvendosi nel compimento di un negozio diverso dal precedente, con effetto ex nunc, esula dall’ipotesi di inammissibilità della convalida del negozio nullo, ai sensi dell’art. 1423 c.c., norma finalizzata a impedire la sanatoria di un negozio nullo con effetti ex tunc, ma non a comprimere la libertà delle parti di reiterare, depurandola dal vizio invalidante, la manifestazione della loro autonomia negoziale al fine di regolare i loro interessi.

 

 

Qui la pronuncia.

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