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«Cosa sai di tua madre?»

Bonita viaggia verso il Messico per studiare una nuova lingua e si trova a ripercorrere le tappe della vita di una donna che probabilmente non ha mai conosciuto veramente: sua madre.

Non è orfana Bonita o almeno non lo è stata da bambina e da ragazza, ma spesso gli sconosciuti più indecifrabili sono proprio i compagni di una vita, quelle figure imprescindibili che diamo per scontate, che pensiamo di conoscere e invece…

Durante il suo soggiorno Bonita incontra una strana donna, l’Imbrogliona, che la riconosce come la figlia della sua amica Rosarita, arrivata in Messico tanti anni prima per studiare arte.

L’arte per Bonita è un pensiero agli antipodi dell’immagine della madre, moglie inadeguata arrivata da chissà dove e con un passato taciuto a tutti.

In un’epoca in cui la rassegnazione e l’obbedienza sembrano le uniche peculiarità di una donna, Bonita sceglie di percorrere la strada dell’autonomia, della disobbedienza gentile, immaginando (in un viaggio a ritroso) la vita di una donna che non ha mai conosciuto realmente ma alla quale deve tutto ciò che è.

Un romanzo trasognante, ricco di colori, profumi e sensazioni esotiche e “colorate”, che scalda l’anima e fa riflettere sull’individualità di chi talvolta diamo per scontato.

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