Emergenza Covid-19. Nuove casistiche di riciclaggio e corporate crime



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di Maurizio Fedele (*)

 

 


Scopo del presente contributo è segnalare nuovi, crescenti profili di rischio e responsabilità para-penale delle imprese ex d.lgs.  231/2001 connessi all’emergenza COVID-19. Senza pretesa di esaustività e con riserva di approfondimenti,  la tematica si può introdurre sinteticamente come segue:

L’attuale situazione di emergenza sanitaria espone il sistema economico-finanziario a rilevanti rischi di comportamenti illeciti: sussiste il pericolo di truffe, di fenomeni corruttivi e di possibili manovre speculative anche a carattere internazionale; l’indebolimento economico di famiglie e imprese accresce i rischi di usura e può facilitare l’acquisizione diretta o indiretta delle aziende da parte delle organizzazioni criminali; gli interventi pubblici a sostegno della liquidità possono determinare tentativi di sviamento e appropriazione, anche mediante condotte collusive; il mutamento improvviso delle coordinate di relazione sociale aumenta l’esposizione di larghe fasce della popolazione al rischio di azioni illegali realizzate anche on line.

Così, significativamente, recita un comunicato dell’UIF – Unità Informazione Finanziaria del 16 aprile 2020. (1)  Con riserva di approfondimenti, l’emergenza del COVID-19 sta determinando un immediato ed esteso impatto sui rischi della responsabilità para-penale delle imprese ex d.lgs. 231/231. In particolare, sono già state evidenziate da prassi di settore e autorevole dottrina le seguenti priorità: salute e sicurezza sul lavoro – smart working, criminalità finanziaria, reati societari, rapporti con la P.A., reati tributari, frodi in commercio in cui, come si vedrà, il tema della sicurezza informatica ha da tempo assunto un ruolo centrale e dominante.  

 

EMERGENZA COVID-19 E RESPONSABILITA’ DEL DATORE DI LAVORO

In generale, anche storicamente, un rischio di responsabilità civile e penale dell’impresa deriva sia dall’art. 2087 c.c. (Tutela delle condizioni di lavoro) che dal Testo Unico in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro – il D.Lgs. 81/2008, normativa di legge che obbliga il datore di lavoro ad adottare le misure idonee a tutelare i propri dipendenti e collaboratori dal c.d. “rischio biologico”, costituito da infortuni, da produzioni e situazioni ambientali insalubri, comunque lesive della salute psico-fisica e della sicurezza di chi opera nelle aziende.

L’insorgere dell’attuale emergenza sanitaria ha reso necessaria una complessa serie di misure, interventi e provvedimenti dello Stato, di Regioni ed enti locali, di autorità a vario titolo preposte. Per quanto qui interessa, la normativa di riferimento è il “Protocollo condiviso di regolazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro” del 14 marzo 2020, integrato lo scorso 24 aprile, con cui il Governo e le Parti sociali hanno posto linee guida sui protocolli di sicurezza da adottare per mettere in sicurezza il sistema produttivo.

Tra gli incombenti imposti alle aziende per fronteggiare i rischi di contagio l’aggiornamento del Documento Valutazione Rischi (DVR); la nomina, ove possibile, di una figura aziendale ovvero di un comitato preposti; una campagna informativa interna su norme comportamentali e raccomandazioni volte a contenere la diffusione del virus; nonché ulteriori obblighi coerenti con le disposizioni sul COVID-19 già in vigore, tra cui si segnalano:

– massimo utilizzo della modalità di lavoro agile – c.d. smart working ;

– incentivo a ferie, congedi retribuiti e altri strumenti della contrattazione collettiva;

– sospensione di attività aziendali non indispensabili;

– protocolli di sicurezza anti-contagio (distanziamento e dispositivi di protezione individuale);

– periodica sanificazione dei luoghi di lavoro, anche utilizzando ammortizzatori sociali;

– limitazioni di spostamenti nei siti produttivi e negli spazi comuni;

– intese tra organizzazioni datoriali e sindacali;

– raccomandazioni di adottare ulteriori misure precauzionali di dettaglio .

Ovviamente, nelle imprese che hanno adottato un MOGC – il modello di organizzazione, gestione e controllo ai sensi del D.Lgs. 231/2001- la descritta normativa di prevenzione del rischio di contagio per i propri dipendenti (e non solo) comporta necessariamente l’adozione di misure specifiche e l’urgenza di un rapido aggiornamento del MOGC per l’effettivo adeguamento dei protocolli di prevenzione dei reati contemplati dall’art. 25-septies del Decreto, quindi gli illeciti penali commessi in violazione della normativa a tutela dell’igiene e della sicurezza sul lavoro nonché gli artt. 589 (omicidio colposo) e 590 (lesioni personali colpose) del codice penale.

Nel contesto legato all’emergenza COVID-19, in caso di contagio o decesso del dipendente, la responsabilità para-penale dell’ente ex D.Lgs. 231/2001 seguirà i noti requisiti costituiti dall’interesse o dal vantaggio, ottenuti con consistenti risparmi sui costi connessi ai dispositivi di protezione ovvero per la mancata o carente adozione delle altre misure sul COVID-19 ( 2 ) .

EMERGENZA COVID-19, CRIMINALITA’ FINANZIARIA E CORPORATE CRIMES

Il perdurante blocco di molte attività industriali e commerciali, parzialmente revocato dalla c.d. “Fase 2”, ha indebolito le imprese dal punto di vista economico e finanziario, esponendo interi settori produttivi a fenomeni di criminalità finanziaria. Traendo spunto dalla Raccomandazione di Banca d’Italia del 10 aprile 2020, nonchè dal citato Comunicato dell’UIF del 16 aprile 2020, è possibile analizzare i potenziali rischi di illeciti rilevanti ex D.Lgs. 231/2001 che – ben oltre le specifiche casistiche del riciclaggio e della criminalità finanziaria – evidenziano un’estesa casistica di fenomeni di illeciti penali connessi all’attuale emergenza epidemiologica. ( 3 )  Tale analisi può essere sintetizzata nella seguente tabella

SICUREZZA ICT E PANDEMIA – “Hic Sunt Leones”

La potenza, pervasività e diffusione planetaria dell’informatica, delle reti telematiche e dell’ICT fa sì che la sovrastruttura tecnologica dell’ICT sia diventata il veicolo portante, il sistema attuatore di quasi tutte le altre tipologie di reati rilevanti per il d.lgs. 231/2001.

Una esaustiva informazione sui rischi derivanti dalle tecnologie informatiche si trova nel Rapporto di CLUSIT  – Associazione Italiana per la Sicurezza Informatica, che raccoglie in un unico documento le rilevazioni di Autorità, provider ICT e settore finanziario (tra cui Polizia Postale, Guardia di Finanza, CERT Banca d’Italia, CERT-Nazionale e PA, Fastweb e IBM Security). ( 4) Oltre modo significativo è questo passo del rapporto:

Quest’anno abbiamo deciso di distillare il nostro giudizio sull’evoluzione della situazione utilizzando il celebre motto latino “Hic Sunt Leones”, inserito sulle antiche carte geografiche ad indicare un territorio sconosciuto e pericoloso, popolato da mostri e chimere …

Gli attaccanti non sono più “hackers”, e nemmeno gruppetti effimeri (più o meno pericolosi) di “artigiani” del cybercrime: sono decine e decine di gruppi criminali organizzati transnazionali che fatturano miliardi, multinazionali fuori controllo dotate di mezzi illimitati, stati nazionali con i relativi apparati militari e di intelligence, i loro fornitori e contractors, gruppi state-sponsored civili e/o paramilitari ed unità di mercenari impegnati in una lotta senza esclusione di colpi, che hanno come campo di battaglia, arma e bersaglio le infrastrutture, le reti, i server, i client, i device mobili, gli oggetti IoT, le piattaforme social e di instant messaging (e la mente dei loro utenti), su scala globale, 365 giorni all’anno, 24 ore al giorno.

Dal rapporto del CLUSIT emerge che, ben oltre i soli reati informatici di cui all’art. 24-bis, le aziende e gli enti debbono continuare a fronteggiare una serie di ulteriori rischi riferibili all’uso dell’informatica, delle reti e tecnologie ICT,  in costante crescita anche a causa della criminalità connessa all’emergenza sanitaria internazionale, tra cui i seguenti:

  • art. 24 su frode informatica ai danni dello Stato o ente pubblico;
  • art. 25-quater su assistenza a gruppi terroristico con strumenti di comunicazione;
  • art. 25-quinquies, comma 1, lett. c) sul traffico online di materiale pedopornografico;
  • art. 25-novies sulle violazioni del diritto d’autore.
 

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(*) Legale presso il Credito Fondiario SpA di Roma – affiliato ad AIGI – Ass. Italiana Giuristi d’Impresa

  • V. il Comunicato dell’UIF del 16.4.2020  su “Prevenzione di fenomeni di criminalità finanziaria connessi con l’emergenza COVID-19”
  • Sul punto, v. Cass. Penale 21.1.2016, n. 2544 sulla nozione di interesse e vantaggio dell’impresa  – in particolare, sull’emergenza sanitaria, v. Covid-19: come cambia la salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, in Deloitte Legal – Coronavirus Legal Tips, 7 maggio 2020
  • Sulla complessa tematica v. UIF: come prevenire i fenomeni di criminalità finanziaria connessi al COVID-19, di S. Galmarini e I. Frisoni (Studio legale La Scala) in riv. Diiritto Bancario, 20.4.2020 – nonché il documento Vigilanza e modello di organizzazione, gestione e controllo ex D.Lgs. 231/2001 nell’emergenza sanitaria, di CNDCEC – FNC del 27.4.2020
  • Rapporto CLUSIT 2020 sulla sicurezza ICT in Italia – in  https://clusit.it/rapporto-clusit/

Allegati:

Modello-231_UIF-16.04.2020-OVID_Criminalità-Riciclaggio

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