Omesso versamento nel fondo di indennizzo dei risparmiatori degli importi relativi ai rapporti c.d. “dormienti”



di Michael Lecci

Cass. Civ., sez. II, sent. n. 17715 del 2 luglio 2019

 

 


Nella vicenda in esame veniva contestata l’omesso versamento al Fondo di indennizzo dei risparmiatori, istituito con L. 266/2005, degli importi relativi ai rapporti classificati dormienti.

 

Ha affermato la Suprema Corte che:

L’ art. 1, comma 343. I. n. 266 del 2005 ha istituito, presso il Ministero dell’economia e delle finanze, a decorrere dal 2006, un apposito fondo con il fine di indennizzare i risparmiatori che siano rimasti vittime di frodi finanziarie, soffrendo un danno ingiusto non altrimenti risarcito (di seguito “Fondo”). Il Fondo è alimentato dagli importi provenienti dai conti correnti e dai rapporti bancari definiti come “dormienti” all’interno del sistema bancario, assicurativo e finanziario (art. 1, comma 345 I. n. 266 del 2005) nonché dagli importi degli assegni circolari non incassati, delle polizze vita prescritte e dei buoni fruttiferi postali non riscossi (art. 1, commi 345- ter, 345-quater e 345-quinquies della I. n. 266 del 2005).

In particolare, vengono devoluti al Fondo – da parte degli Intermediari di cui all’art. 1 del D.P.R. n. 116/2007 – gli importi aventi ad oggetto:

  • depositi di somme di denaro (conti correnti, certificati di deposito, libretto di risparmio, etc.) effettuati presso l’intermediario con obbligo di rimborso (art. 2, lett. a), del D.P.R. n. 116/2007) per i quali il titolare del rapporto o i terzi delegati non abbiano effettuato alcuna operazione o movimentazione per un arco di tempo di 10 anni;
  • depositi di strumenti finanziari in custodia o in amministrazione (art. 2, lett. b), del D.P.R. n. 116/2007) per i quali il titolare del rapporto o i terzi delegati non abbiano effettuato alcuna operazione o movimentazione per un arco di tempo di 10 anni, previa liquidazione degli strumenti stessi con le modalità indicate alli art. 1, comma 345-terdecies della I. n. 266 del 2005.

La disciplina richiamata prevede che tutti i suddetti importi vengano comunicati al Ministero dell’economia e delle finanze entro il 31 marzo di ciascun anno e che i relativi versamenti vengano effettuati entro il successivo 31 maggio.

 

L’art. 1, comma 345-sexies I. n. 266 del 2005 all’ultimo comma a sua volta prevede che «In caso di omesso versamento dei citati importi, si applica la sanzione amministrativa di cui all’articolo 13 del citato d. Igs. n. 471 del 1997, con riferimento ad ogni importo non versato».

 

Così ricostruita la disciplina relativa all’istituzione del fondo deve osservarsi che l’illecito previsto dall’ultimo capoverso del comma 345 sexies, I. n. 266 del 2005 concernente il mancato versamento degli importi relativi nel termine previsto del 31 maggio di ogni anno, si configura come illecito omissivo istantaneo, in quanto il termine di adempimento dell’obbligo è finale e perentorio, con la conseguenza che, una volta decorso, la situazione antigiuridica prevista dalla norma si è irrimediabilmente verificata.

 

 

Qui la pronuncia: Cass. Civ., sez. II, sent. n. 17715 del 2 luglio 2019

Ricerca avanzata


  • Categorie

  • Autori


  • Seleziona il periodo

Copy link
Powered by Social Snap