Denuncia di smarrimento dell’assegno: la levata del protesto non è inibita



Cass. Civ., Sez. 1, Ord. n. 11557 del 02/05/2019

di Donato Giovenzana – Legale d’impresa


Secondo la Suprema Corte, investita del thema decidendum, la banca presso la quale il titolo di credito sia domiciliato per il pagamento ha, nel caso in cui l’obbligato principale non fornisca la provvista per il pagamento richiesto dal giratario del titolo, l’obbligo di far constare il mancato pagamento mediante l’elevazione del protesto, a tutela delle ragioni di regresso del portatore. Né si può pretendere che la mera denuncia di smarrimento o di sottrazione del titolo integri di per sé l’accertamento della falsità o della inefficacia dello stesso. Anche in ipotesi di smarrimento o sottrazione del titolo, pertanto, la normativa impone la levata del protesto, ancor più chiaro essendo che non è sufficiente una denuncia di tal fatta ad autorizzare la banca ad omettere la levata, posto che il titolo non perde la sua efficacia in presenza di una mera denuncia del correntista. La Cassazione ha altresì ribadito  il principio di diritto, seguito da alcune sentenze (Cass. 23 luglio 2018, n. 19487; Cass. 16 aprile 2003, n. 6006; Cass. 16 luglio 2010, n. 16617; Cass. 18 ottobre 1974, n. 2936), secondo cui in caso di firma illeggibile di traenza il protesto va levato nei confronti del correntista effettivo, principio che si suole enunciare in conformità alla circolare ministeriale del 30 aprile 2001, n. 3512/C.

Qui la pronuncia: Cass. Civ. Sez. 1, Ord. n. 11557 del 02/05/2019

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