Computabilità delle Cms agli effetti del superamento del tasso soglia usura



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Cass. Civ., Sez. 1, Ord. n. 3867 dell’8.2.2019

segnalazione di Donato Giovenzana – Legale d’impresa

 

 


La Suprema Corte, a proposito della questione della computabilità delle commissioni di massimo scoperto agli effetti del superamento del tasso soglia dell’usura, di cui all’art. 644, comma terzo, primo periodo, c. p., ha richiamato il principio di diritto enunciato dalle sezioni unite della Cassazione (Cass., sez. un., 20 giugno 2018, n. 16303), secondo cui: 

In tema di contratti bancari, con riferimento ai rapporti svoltisi, in tutto o in parte, nel periodo anteriore all’entrata in vigore (il 1° gennaio 2010) delle disposizioni di cui all’art. 2-bis del d.l. n. 185 del 2008, inserito dalla legge di conversione n. 2 del 2009, ai fini della verifica del superamento del tasso soglia dell’usura presunta, come determinato in base alle disposizioni della legge n. 108 del 1996, va effettuata la separata comparazione del tasso effettivo globale (TEG) degli interessi praticati in concreto e della commissione di massimo scoperto (CMS) eventualmente applicata, rispettivamente con il “tasso soglia” – ricavato dal tasso effettivo globale medio (TEGM) indicato nei decreti ministeriali emanati ai sensi dell’art. 2, comma 1, della predetta I. n. 108 del 1996 – e con la “CMS soglia” – calcolata aumentando della metà la percentuale della CMS media pure registrata nei ridetti decreti ministeriali -, compensandosi, poi, l’importo dell’eccedenza della CMS applicata, rispetto a quello della CMS rientrante nella soglia, con l’eventuale “margine” residuo degli interessi, risultante dalla differenza tra l’importo degli stessi rientrante nella soglia di legge e quello degli interessi in concreto praticati”. 

 

Secondo gli Ermellini, il principio di diritto così affermato è nel senso che l’art. 2-bis d.l. n. 185 del 2008 non ha carattere interpretativo e retroattivoonde va escluso che, per il periodo precedente l’entrata in vigore della nuova disposizione, possa tenersi conto delle commissioni di massimo scoperto ai fini della verifica del superamento in concreto del tasso soglia dell’usura presunta, mentre occorrerà svolgere una doppia comparazione, l’una con riguardo al tasso soglia usurario e l’altra alla commissione di massimo scoperto, che dunque è oggetto di una rilevazione separata. Conseguentemente la riconduzione della commissione di massimo scoperto entro il tasso soglia stabilito per il periodo anteriore al 2009 è da ritenersi infondata.

 

Qui la pronuncia: Cass. Civ., Sez. 1, Ord. n. 3867 dell’8.2.2019

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