La Cassazione si pronuncia in tema di “revocabilità” dell’assegno girato “in bianco”



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Cass. Civ., Sez. I., Ord. n. 1871 del 23 gennaio 2019
di Donato Giovenzana – Legale d’impresa

La Suprema Corte, dopo aver precisato che

  • la mera disponibilità materiale del titolo cartolare non è in sé espressiva dell’acquisizione del correlativo diritto da parte del soggetto che, senza risultare dal contesto letterale del titolo, tale disponibilità abbia acquisito, vi sono però dei casi in cui vale la proposizione inversa. Ciò accade, anzitutto, nel caso di assegno bancario munito della clausola “al portatore”, o altra equivalente, e nell’ipotesi di assegno senza indicazione del prenditore (art. 5, commi 2 e 3, I. ass.): in queste due ipotesi il diritto alla prestazione si trasferisce con la consegna di esso (art. 2003 c.c.). Simile è quanto si verifica in caso di girata in bianco del titolo: a norma dell’art. 18 I. camb. (r.d. n. 1669/1933) e dell’art. 20 I. ass., se la girata è in bianco, il portatore può — oltre che riempirla col proprio nome o con quello di altra persona e girare la cambiale o l’assegno di nuovo in bianco ad altri — trasmettere il titolo a un terzo, senza riempire la girata in bianco e senza operare, a sua volta, alcuna girata. In questa eventualità, il trasferimento del titolo senza girata non interrompe la continuità delle girate, dal momento che in base alla legge il sottoscrittore dell’ultima girata si reputa che abbia acquistato il titolo per effetto della girata in bianco (art. 20, comma 1, I. camb. e art. 22 I. ass.); tuttavia, come è evidente, il giratario in bianco che trasferisca la cambiale o l’assegno senza porre in atto la girata non diviene obbligato cartolare, risultando assente una dichiarazione, contenuta nel titolo, che lo vincoli in tal senso;
  • come suggerito dalla dottrina più autorevole, il titolo trasferito senza girata dal giratario in bianco può essere parificato, ai fini della circolazione, al titolo al portatore; difatti, gli artt. 18 I. camb. e 20 I. ass.  tipizzano una modalità di trasferimento del titolo cartolare, e del correlativo diritto, che prescinde dalla girata e che consente ad esso di circolare attraverso la semplice traditio. Con la consegna manuale del documento si attua, dunque, una vera e propria cessione del diritto cartolare: e infatti non si dubita che il terzo, ricevuto il titolo, possa disporne girandolo a sua volta (nel qual caso, come si è detto, risulterà comunque continua la serie di girate), o richiedere al debitore l’adempimento dell’obbligazione incorporata nel titolo stesso (giacché la detenzione legittima del titolo, giustificata da una serie continua di girate, anche se l’ultima e in bianco, é di per sé sufficiente ad abilitare il portatore all’esercizio del credito cartolare, salvo che un terzo, rivendicando l’assegno, dimostri che il portatore stesso l’abbia acquistato in mala fede, ovvero con colpa grave);
  • poiché la mera traditio della cambiale o dell’assegno che reca la girata in bianco costituisce una particolare ipotesi, prevista dalla legge, di trasferimento del diritto incorporato nel titolo, che circola come titolo al portatore, l’effetto traslativo, in questa particolare ipotesi, non deve essere provato da chi vi abbia interesse: infatti esso costituisce naturale derivazione giuridica della circolazione che si attui secondo lo schema delineato dall’art. 18, n. 3, I. camb. e dall’art. 20, n. 3, I. ass.. E’ semmai chi intende avversare la cessione del diritto a dover dimostrare che la dazione manuale del titolo non potesse produrre il nominato effetto traslativo in quanto la volontà del trasferente aveva un contenuto diverso, incompatibile con l’evidenza dell’attuata traditio. Così, colui che, a fronte del mero trasferimento di un assegno già girato in bianco, intenda sostenere che la successiva consegna di esso a un terzo non abbia prodotto gli effetti propri della circolazione di un titolo al portatore (affermando, ad esempio, che la dazione era stata posta in essere fiduciariamente, a uno scopo diverso rispetto a quello traslativo), dovrà dare prova dei fatti posti a fondamento di una tale eccezione,
 
ha cassato la sentenza impugnata con l’indicazione al giudice di rinvio del seguente principio di diritto:
 
  • In tema di revocatoria fallimentare, la consegna al proprio creditore, da parte del debitore, di un assegno bancario o circolare all’ordine di altro soggetto, e da questi girato in bianco, si presume, salvo prova contraria, che integri pagamento da parte del debitore stesso che abbia operato la consegna ed è come tale revocabile nel concorso dei presupposti di cui all’art. 67 L. fall.”.

 

Qui la pronuncia: Cass. Civ., sez. I, Ordin. n. 1871 del 23 gennaio 2019

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